Fate ogni cosa per la gloria di Dio (1Cor. 10, 31)

Lo scopo finale della musica non deve essere altro che la gloria di Dio e il sollievo dell'anima (Johann Sebastian Bach)

venerdì 27 dicembre 2013

Dalla "Lettera ai Corinzi" di san Clemente, papa di Roma

Chi può spiegare il mistero della carità divina?
 
Colui che possiede la carità in Cristo, mette in pratica i comandamenti di Cristo. Chi è capace di svelare l'infinito amore di Dio? Chi può esprimere la magnificenza della sua bellezza? L'altezza a cui conduce la carità, non si può dire a parole.
 
La carità ci congiunge intimamente a Dio, " la carità copre una moltitudine di peccati " (1 Pt 4, 8), la carità tutto sopporta, tutto prende in santa pace. Nulla di volgare nella carità, nulla di superbo. La carità non suscita scismi, la carità opera tutto nella concordia. Nella carità tutti gli eletti di Dio sono perfetti, mentre senza la carità niente è gradito a Dio.

mercoledì 25 dicembre 2013

lunedì 23 dicembre 2013

Lettera Pastorale di Natale dell’Arcivescovo Job di Telmesso

LETTERA PASTORALE DI NATALE
dell’Arcivescovo Job di Telmesso, Esarca del Patriarca ecumenico,
al clero, ai monaci e ai fedeli
dell’Arcivescovado delle chiese ortodosse russe in Europa occidentale

«Ti sei conformato, o Cristo , a ciò che era inferiore, fatto di argilla, Tu che con la tua partecipazione a una carne misera, gli hai comunicato qualcosa della natura divina, divenendo uomo, pur rimanendo Dio, Tu che hai sollevato la nostra fronte, Signore, Tu sei santo» (3° ode del primo canone della festa).

Cari Padri, Fratelli e Sorelle amati in Cristo !

E in questi termini che san Cosma di Maiuma, autore del primo canone cantato al Mattutino della luminosa festa di oggi, ci ricorda che l’evento celebrato è profondamente legato alla creazione dell’uomo e allo scopo della nostra esistenza secondo quanto era stato previsto dalla Divina Provvidenza da tutta l’eternità. Infatti, fin da principio, Dio ha creato l’essere umano affinché partecipasse alla vita divina. Secondo il libro della Genesi, l’uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio (Gn 1, 26-27). Commentando questo passaggio dal primo libro dell’Antico Testamento, sant’Ireneo di Lione ci spiega che «l’immagine di Dio è il Figlio (Col 1, 15), a immagine del quale l’uomo è stato fatto. Per questo motivo, negli ultimi tempi, si è manifestato per far comprendere che l’immagine era simile a lui» (Predicazione degli apostoli 22). Tuttavia, Cristo ha impresso sulla nostra persona non solo l’immagine di Dio, ma anche la capacità di divenire a vera somiglianza di Dio, capacità che ci permette di raggiungere il fine ultimo della vita umana, che non è solo l’affrancarsi dal peccato, ma anche la partecipazione alla vita divina.

La “grazia breve” del presidente Putin

Dopo Khodorkovski (che avrebbe terminato di scontare la pena nell’agosto prossimo – n.d.r.), Putin libera le Pussy Riot (la loro pena sarebbe terminata nel marzo prossimo – n.d.r.): già fuori Maria Alyokhina.

La decisione in base all'amnistia votata dalla Duma. Attesa la scarcerazione anche di Nadia Tolokonnikova. La prima reazione: "E' solo propaganda". Nei giorni scorsi Putin aveva concesso la grazia all'ex oligarca Mikhail Khodorkovsky

Da: Repubblica.it

Dopo Khodorkovski, Putin libera le Pussy Riot: già fuori Maria Alyokhina

Maria Alyokhina al centro, tra Yekaterina Samutsevich (sinistra) e Nadezhda Tolokonnikova (destra) durante il processo a Mosca (ansa)

MOSCA - Una delle due componenti delle Pussy Riot in prigione, Maria Alyokhina, è stata scarcerata beneficiando dell'amnistia voluta dalla Duma, il provvedimento che aveva già concesso la scarcerazione agli attivisti di Green Peace, tra cui l'italiano Cristian D'Alessandro. La liberazione di Maria arriva inoltre poco dopo la grazia con la quale il Cremlino ha rimesso in libertà l'ex oligarca Khodorkovski. Lo ha annunciato Piotr Verzilov, marito dell'altra Pussy Riot ancora in carcere, Nadia Tolokonnikova. "Alle 9,10 circa Masha è uscita dalla colonia penale numero 2 di Nizhni Novgorod. Ora è diretta alla stazione con il suo avvocato, da lì partirà per Mosca". Verzilov ha poi aggiunto che anche la moglie, al momento ricoverata nell'ospedale numero 1 del Servizio Penitenziario regionale di Krasnojarsk, potrebbe essere liberata entro il pomeriggio. La notizia, per ora, non trova però conferme ufficiali. Insieme a Nadia, Maria stava scontando una pena di due anni di reclusione per "teppismo motivato da odio religioso". Con altre tre compagne del gruppo punk femminista Pussy Riot, nel febbraio 2012, misero in scena una performance contro Vladimir Putin nella Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca, con la quale si attirarono le ire del Patriarcato Ortodosso russo e dello stesso Cremlino, dove Putin si preparava a tornare per il suo terzo mandato presidenziale. La scadenza naturale della pena era prevista per il prossimo marzo, ma l'amnistia approvata la settimana scorsa dalla Duma ha offerto loro, inaspettatamente, la possibilità di uscire con qualche mese di anticipo. Ieri sera all'emittente televisiva indipendente russa 'Dozhd' un'amica di Alyokhina, Taisa Poliakova, aveva riferito l'intenzione di Maria di non usufruire dell'amnistia e di rimanere in carcere, temendo per la sorte delle altre detenute. Secondo quanto le ha raccontato la stessa Alyokhina in un recente colloquio, alcune sue compagne sono state minacciate più volte dall'amministrazione del penitenziario solo perché parlavano con lei. Maria è sicura che ora, dopo il suo rilascio, la situazione di quelle recluse peggiorerà. Per questo l'attivista si è detta pronta a chiedere il sostegno della Commissione di Vigilanza Pubblica affinché monitori le condizioni delle amiche rimaste in carcere.

venerdì 20 dicembre 2013

Vita Ambrosii

di Paolino di Milano suo segretario[1]

AmbroseOfMilan

Prefazione

1. Mi spingi, venerabile padre Agostino[2], a scrivere anch’io la vita del beato Ambrogio, vescovo della chiesa milanese, così come i beati Atanasio vescovo e Girolamo prete scrissero le vite dei santi eremiti Paolo e Antonio, e come anche il servo di Dio Severo in splendida forma ha raccontato la vita di Martino, venerabile vescovo della chiesa di Tours. Io so bene di non reggere il confronto con uomini così grandi, mura della Chiesa e fonti d’eloquenza, né per meriti e neppure per capacità di stile. D’altra parte ritengo inconcepibile rifiutare ciò che tu mi dici di fare. Perciò tutto ciò che ho appreso da persone degne di massima fede, che furono a fianco di quell’uomo, soprattutto dalla sua venerabile sorella Marcellina, e ciò che io stesso ho visto stando al suo fianco, e ho saputo da persone che dicono di averlo visto dopo la sua morte in diverse province, e ciò che gli è stato scritto quando ancora non si sapeva ancora ch’era morto: tutto questo metterò per iscritto, sorretto dalle tue preghiere e dai meriti di tanto grande uomo, pur se in forma non elegante e in modo rapido e sommario. Così anche se lo stile offenderà il buon gusto del lettore, la brevità l’inviterà a leggere. E del resto non voglio nascondere la verità dietro le lusinghe della forma, per evitare che il lettore, cercando una pomposa eleganza, trascuri la conoscenza di tante virtù. Infatti è necessario che il lettore osservi non tanto gli orpelli delle parole e l’ornamento del discorso quanto la sostanza dei fatti e la grazia dello Spirito Santo. Sappiamo tutti che i viandanti quando sono assetati gradiscono l’acqua che stilla da una piccola vena più di quella che scaturisce in grande abbondanza da una fonte, perché non possono trovare tale abbondanza quando sono assetati. E il pane d’orzo riesce dolce a chi è solito digerire rumorosamente a causa delle cento portate del suo pranzo d’ogni giorno; e chi ammira le bellezze del giardino sa gradire anche le erbe del campo.

martedì 17 dicembre 2013

Sanremo: domenica importante cerimonia per i 100 anni della Chiesa Russa

In questa occasione sarà anche benedetta la croce della cupola centrale, restaurata e dorata secondo il progetto originario, nonché il nuovo affresco murale che copre l'intero arco est della navata centrale.

Da: Sanremonews.it

Domenica, alle 9, nella Chiesa Russa Ortodossa di Sanremo si svolgerà celebrazione liturgica in occasione di centenario della consacrazione della Chiesa. La liturgia sarà presieduta da Sua Eminenza JOB, Arcivescovo delle Chiese russe ortodosse in Europa Occidentale, insieme col rettore della parrocchia, l’arciprete Sergio Mainoldi, il parroco padre Denis Baykov e altri preti da varie comunità ortodosse russe da tutta Italia. In questa occasione sarà anche benedetta la croce della cupola centrale, restaurata e dorata secondo il progetto originario, nonché il nuovo affresco murale che copre l'intero arco est della navata centrale. Inoltre, lunedì 23 dicembre, dalle ore 12 alle ore 18 presso la Chiesa Russa verrà fatto l'annullo del primo giorno di una cartolina creata per occasione del centenario della chiesa 1913-2013 (verrà timbrata una cartolina che ritrae la chiesa con un timbro fatto appositamente per l'occasione, con le date, il nome e un logo stilizzato - n.d.r.). Per chi volesse visitare questo luogo storico, la chiesa sarà aperta tutti giorni dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.

lunedì 16 dicembre 2013

Ucraina, 200mila di nuovo in piazza. L'Ue: "Richieste Kiev prive di fondamento"

clip_image001

Centinaia di migliaia nella capitale contro il presidente Yanukovich. Bruxelles critica il governo. Oggi si rivota in cinque collegi

15 dicembre 2013

da: Repubblica.it

KIEV - È una piazza colma, piena di bandiere ucraine ma anche della Ue e dei partiti dell'opposizione russa, quella che accoglie la nuova manifestazione contro le decisioni del governo di Kiev di congelare l'accordo di associazione con l'Unione Europea e sposare politiche più filo russe. Sono almeno 200.000 i cittadini in piazza, a chiedere le dimissioni del presidente Viktor Yanukovich, considerato troppo amico di Putin. Da quasi un mese la protesta prosegue incessante.  Dietro alla sospensione dell'accordo ci sono importanti motivazioni economiche, visto che l'Ucraina dipende dai rapporti economici con la Russia e Putin non vede di buon occhio l'associazione con la Ue, che sposterebbe Kiev fuori dall'orbita di Mosca. Ma la popolazione vede l'avvicinarsi all'Ue come speranza proprio di slegarsi dal suo destino di ex repubblica sovietica. Il governo ha provato a rilanciare con l'Ue, chiedendo più fondi per andare avanti con l'accordo. Richieste rigettate ancora una volta oggi da Bruxelles: l'Ue considera per ora sospeso il lavoro su un possibile accordo e respinge come "privi di fondamento nella realtà" gli argomenti del governo di Kiev per chiedere impegni economici all'Europa. E si rivota in cinque collegi. Oggi è anche il giorno della ripetizione delle elezioni legislative in cinque collegi uninominali "problematici", in cui l'anno scorso (si votò il 28 ottobre) furono rilevate gravi irregolarità e non fu possibile stabilire i candidati eletti. In piena crisi politica, si vota di nuovo a Obukhov (regione di Kiev), Pervomaisk, Cerkassi, Kanev e in un collegio della capitale. Proprio in quest'ultimo collegio tra i candidati c'è l'ultranazionalista Iuri Levcenko, del partito di destra radicale 'Svoboda' impegnato ora in prima fila nell'occupazione del municipio di Kiev. Levcenko alle elezioni è appoggiato anche dagli altri due partiti dell'opposizione: 'Patria' di Iulia Timoshenko e 'Udar' del campione di pugilato Vitali Klitschko.

sabato 14 dicembre 2013

San Serafino di Sarov: una vita di santità

Tratto da Igor Smolitsch, Santità e preghiera, ed. Gribaudi
 
Alla fine del XVIII secolo, un monaco andò a stabilirsi in un isba nel mezzo delle impenetrabili foreste che accerchiavano l'eremo di Sarov. Aveva circa quarant'anni, era di statura alta e imponente. Sebbene avesse passato lunghi anni nell'ascesi più rigorosa, aveva conservato un volto fresco e gradevole. Gli occhi blu, dallo sguardo profondo, erano nascosti da fitte sopracciglia. Una lunga capigliatura bionda gli cadeva sulle spalle e una folta barba gli circondava la faccia. Tutto denotava in lui un grande vigore fisico e intellettuale.
La sua isba si trovava nel cuore di un bosco di pini, ai piedi di una collina, sul bordo della Sarovka. Era costruita con tronchi messi insieme e contava un solo locale rischiarato da due piccole lucerne; l'unico mobile era una stufa. Ci volevano più di due ore all'eremita per raggiungere il monastero, per uno stretto sentiero che aveva dovuto aprirsi attraverso le macchie di conifere. In inverno la tempesta e il grande silenzio bianco lo tagliavano dal mondo esterno.
 

mercoledì 11 dicembre 2013

Intronizzazione dell’arcivescovo Job di Telmessos

Dal sito dell’Esarcato - Foto: Anton Gelyasov et al.
 
L’intronizzazione dell’arcivescovo Job si è tenuta il 5 dicembre 2013, nella Cattedrale di Sant’Alessandro della Neva, a Parigi, alla presenza di molti chierici e laici di Parigi e della regione parigina, ma soprattutto giunti anche dalla provincia, dal Belgio, dai Paesi Bassi, dall’Inghilterra, dall’Italia e dalla Germania.
 
clip_image002
 
La cerimonia è stata presieduta dal metropolita Emmanuel, vescovo della Diocesi del Patriarcato ecumenico in Francia e presidente dell'Assemblea dei vescovi ortodossi di Francia, in rappresentanza del Patriarca Bartolomeo.

martedì 10 dicembre 2013

Dalle "Catechesi" di san Cirillo di Gerusalemme

Convertiti nel tempo favorevole
 
Se vi è qualcuno schiavo del peccato, si disponga per mezzo della fede a rinascere libero nell’adozione filiale. E dopo aver abbandonato la pessima schiavitù dei peccati e aver conseguita la beata schiavitù del Signore, sia stimato meritevole di ottenere l’eredità del regno celeste. Per mezzo della conversione spogliatevi dell’uomo vecchio che si corrompe dietro i desideri ingannatori, per rivestire l’uomo nuovo che si rinnova conforme alla conoscenza di colui che lo ha creato.
 
Acquistate attraverso la fede il pegno dello Spirito Santo, perché possiate essere accolti nelle dimore eterne. Accostatevi al mistico contrassegno, perché vi si possa distinguere bene fra tutti. Siate annoverati nel gregge di Cristo, santo e ben ordinato, così che posti un giorno alla sua destra possiate ottenere la vita preparata come vostra eredità.

domenica 8 dicembre 2013

Ancora proteste in Ucraina, il Paese che “ha scelto la libertà”

Ucraina, s'infiamma la protesta: decapitata statua di Lenin. Tymoshenko: "Combattiamo"

Da: Quotidiano.net

Cinquecentomila persone in piazza a favore del processo di avvicinamento all'Europa e contro il soffocante abbraccio russo. Ma l'apparato di Yanukovitch non sta a guardare: i servizi segreti aprono un'inchiesta per sovversione contro i nemici dell'attuale presidente

Kiev: nazionalisti ucraini anti-governo abbattono e distrggono una statua del leader sovietico Vladimir Lenin (ANSA/EPA/SERGEY DOLZHENKO)Kiev: nazionalisti ucraini anti-governo abbattono e distruggono una statua del leader sovietico Vladimir Lenin (ANSA/EPA/SERGEY DOLZHENKO)

sabato 7 dicembre 2013

Medioevo e Rinascimento - La scienza bizantina e latina (prima dell'influsso della scienza araba): LA MUSICA

di Christian Meyer

da: Treccani

1. Tarda Antichità

Secondo una divisione del sapere ereditata dalla Tarda Antichità, la musica era una delle quattro scienze fondamentali (il cosiddetto quadrivium) della conoscenza matematica del mondo delle essenze. La definizione sicuramente più rigorosa di queste scienze è stata formulata da Boezio (480 ca.-524/525) nel Proemio al De institutione arithmetica e ampiamente divulgata attraverso la sintesi lapidaria inserita nelle Institutiones di Cassiodoro (490 ca.-580 ca.), come epigrafe al De mathematica (II, 21): "l'aritmetica è la disciplina della quantità numerabile in sé; la musica è la disciplina che tratta dei numeri relativi alle componenti del suono; la geometria è la disciplina delle grandezze statiche e delle forme; l'astronomia è la disciplina delle orbite degli astri celesti".

venerdì 6 dicembre 2013

L’intronizzazione dell’Arcivescovo Job di Telmessos…

…nella Cattedrale di Sant’Alessandro della Neva a Parigi, celebrata ieri sera. Per ora eccovi un paio di foto inviatemi dal nostro Decano, Padre Sergio, in attesa del suo resoconto.

IMG-20131206-WA0001
IMG-20131206-WA0000

domenica 1 dicembre 2013

Ma allora non è vero che “l’Ucraina ha scelto la libertà”!

In Ucraina continuano le manifestazioni contro la decisione del presidente ucraino, Viktor Yanukovich, di non sottoscrivere il trattato di associazione con l'Ue e di rinsaldare, invece, le relazioni con Mosca. Evidentemente il popolo ucraino non è d’accordo con questo piano e sta levando alta la sua voce nelle piazze, malgrado le violente repressioni delle manifestazioni messe in atto dalla polizia. Questo dimostra quanto avventate siano state alcune affermazioni lette in giro per il web nei giorni scorsi.

Da Repubblica

Ucraina, teste cuoio in azione: cariche e manganelli.

Manifestanti occupano municipio

Ucraina, teste cuoio in azione: cariche e manganelli. Manifestanti occupano municipio

La polizia ha lanciato gas lacrimogeni davanti alla sede della presidenza contro gli oltre 350 mila dimostranti. Feriti 100 agenti. Distrutte le telecamere ai giornalisti. Nella notte il tribunale aveva vietato le proteste in varie aree di Kiev. Yanukovich: "Farò il possibile per avvicinare il Paese alla Ue"

sabato 30 novembre 2013

La Chirotonia episcopale dell’Arcivescovo Job di Telmessos

Stamani è stata celebrata nella Chiesa Patriarcale di San Giorgio al Fanar, a Costantinopoli,  la festa dell’Apostolo Andrea, il primo chiamato.

article_16086

La Divina Liturgia è stata presieduta dal Patriarca Bartolomeo attorniato da numerosi vescovi. Nel corso della Liturgia  è stata celebrata la Chirotonia episcopale del nuovo arcivescovo di Telmessos Job, esarca del Patriarcato Ecumenico e nostro vescovo, del quale abbiamo già pubblicato la prima lettera pastorale.

Lettera pastorale dell'Arcivescovo Job

Job
Per la misericordia di Dio
Arcivescovo di Telmessos, Esarca del Patriarca ecumenico

LETTERA PASTORALE

al clero, ai monaci e ai fedeli
dell'Arcivescovado delle Chiese ortodosse russe in Europa occidentale

Cari Padri, Fratelli e Sorelle amatissimi in Cristo.

E' con grande emozione che mi rivolgo a voi in questo giorno della festa del Santo Apostolo Andrea, il Primo chiamato, mentre ricevo la grazia dell'episcopato dalle mani di Sua Santità il Patriarca Ecumenico e dei suoi vescovi concelebranti, come avveniva nel passato per i Metropoliti della Chiesa di Russia. Avendo ricevuto dalla Chiesa Madre questa Diaconia di alta responsabilità che esige da parte mia molto lavoro, grandi sforzi ed energie, spero da parte vostra tutto il supporto e l'aiuto necessari. Questo è il motivo per cui mi raccomando alle vostre preghiere, affinché io sia un degno successore dei miei predecessori di venerata memoria, i metropoliti Eulogio e Vladimir e gli arcivescovi Georges, Georges, Serge e Gabriel.

venerdì 29 novembre 2013

San Cirillo di Gerusalemme: Estratti dalle Catechesi battesimali e mistagogiche

San Cirillo nacque a Gerusalemme o nelle vicinanze tra il 313 e il 315. La sua tormentata vita fu costellata da persecuzioni, esili e riabilitazioni. Ordinato vescovo di Gerusalemme nell'anno 348 da Acacio, metropolita di Cesarea, di simpatie ariane, fu più volte deposto ed esiliato per lunghi anni. Morì a circa 70 anni nel 387. Partecipò al secondo Concilio Ecumenico, celebrato a Costantinopoli, e dai Padri conciliari ottenne una lodevole testimonianza in una lettera da essi scritta a papa Damaso.
La sua opera più celebre sono le 24 Catechesi, pronunciate nel 348 o 350 la maggioranza delle quali nella Basilica del S. Sepolcro e pubblicate in base al resoconto stenografico stilato da un uditore. Ogni catechesi è preceduta da un titolo che ne esplicita l'argomento e dalla citazione del brano scritturistico che la precedeva nella celebrazione eucaristica. La prima è come un'introduzione in cui si sottolinea ai catecumeni l'importanza della decisione da loro presa di prepararsi a ricevere prossimamente il Battesimo. I successivi 18 sermoni sono prebattesimali e parlano del peccato, della penitenza, della fede, e illustrano il contenuto del "Simbolo battesimale", molto simile al Credo adottato dal Concilio costantinopolitano I.

giovedì 21 novembre 2013

L’icona “Madre di Dio Kyriotissa” del Monastero di Santa Caterina del Sinai

 
L'encausto è un'antica tecnica pittorica, già nota ai Greci, come comprovano gli scritti di Plinio il Vecchio: veniva largamente utilizzata per la pittura murale, ma anche su terracotta, avorio, marmo e legno. I pigmenti vengono mescolati con una colla di bue sgrassata da una certa porzione di calce spenta e con legante di cera punica, cioè cera vergine fatta bollire in acqua di mare. I colori, mantenuti liquidi dentro un apposito recipiente posto in un braciere, utilizzando un pennello o una spatola, venivano fissati a caldo ricorrendo a particolari arnesi di metallo detti “cauteri” in modo da consentire una profonda penetrazione della cera nel supporto. L’Icona della Madre di Dio Kyriotissa (che assisa in trono porta il Signore) è stata realizzata con questa tecnica su una tavola di 68,5 x 49,7 cm. L’immagine tradizionalmente datata intorno al VI secolo, nel tempo si è notevolmente incurvata fino a spezzarsi in due parti, successivamente riunite in modo maldestro con del fil di ferro.

mercoledì 20 novembre 2013

Russia: una madre in carcere e una Chiesa in collusione con lo Stato

Questo articolo mostra chiaramente che non siamo solo noi ad interessarci al caso delle Pussy Riot e soprattutto mette in evidenza in modo inequivocabile qual è il vero problema che sta dietro questa storia.


 
19 novembre 2013 Jpanev
 
P. Basilios Thermos. psichiatra e psicoterapeuta greco e autore di numerosi libri e articoli, ha pubblicato un articolo sul sito internet Romfea.gr del quale offriamo una traduzione in francese (e quindi in italiano, dal francese comparato con l’originale greco, ‘na faticaccia… n.d.t.).

L'Unione europea (pagata anche da noi) s’immischia anche nella vita monastica...

Tratto da Bvoltaire.fr
 
Nell’epoca del razionalismo frenetico , tutto ciò che riguarda la spiritualità è confinato, al massimo, alla fede personale.

 
Un gruppo di deputati del Parlamento europeo ha recentemente chiesto alla Grecia di abolire il divieto per le donne di visitare il Monte Athos. Infatti, la Santa Montagna è abitata (almeno dal IX secolo, n.d.t.) solo da monaci ortodossi, visitabile solo da uomini, e le sue coste e le sue frontiere terrestri sono custodite con vigilanza per impedire l’accesso a qualsiasi donna (e anche ad animali di genere femminile). Una regola che, nell’epoca del gender e, più in generale del tutti uguali non può che suscitare l’ira generalizzata. Del resto, non è la prima volta che tale offensiva viene attuata: la precedente risale al 2003. Tuttavia, quella di questi ultimi giorni coincide con la comparsa, in Serbia, di pubblicità per un programma turistico che propone alle donne di visitare il monastero serbo di Hilandar, sul Monte Athos. Ora, se gli uomini possono da sempre visitare la penisola monastica, mai una organizzazione turistica ha potuto trarre vantaggio da questo traffico: ciò si cela dietro queste velleità è, ancora una volta, l'intrusione del mercato in tutto ciò che l'uomo può fare e realizzare…

lunedì 18 novembre 2013

La leader delle Pussy Riot è in Siberia

Non si avevano sue notizie da un mese: le autorità dicono che la destinazione è stata scelta secondo la legge, il marito dice che è una punizione

Pussy Riot

Da Il Post

15 novembre 2013

Per la prima volta dopo 26 giorni Nadezda Tolokonnikova, la leader del gruppo punk russo Pussy Riot condannata da un tribunale con altre due compagne nell’agosto del 2012 a due anni di reclusione, ha avuto contatti con la famiglia. Il 21 ottobre scorso era stata annunciata la decisione di trasferirla in un altro carcere: da allora non si erano più avute notizie sulla sua destinazione finale né su di lei. Giovedì 14 novembre le autorità penitenziarie hanno comunicato il luogo del trasferimento e hanno dato il permesso alla donna di contattare telefonicamente il marito. Nadezda Tolokonnikova si trova in un carcere della Siberia, a Krasnoyarska: circa 4.500 chilometri a est di Mosca. Non è ancora in prigione, dove finirà di scontare la sua condanna, ma in ospedale per una serie di «esami e accertamenti».

venerdì 15 novembre 2013

La paternità spirituale nei Padri del Deserto e nella Tradizione bizantina

Di Ambroise Fontrier.

(Estratti dal volume "Callinique l'Esicaste", Paris, Fraternitè Orthodoxe Saint Gregoire Palamas)

Considera gli anni delle generazioni che furono…
Chiedi a tuo padre, ai tuoi anziani e te lo diranno (Deut. 32, 7)

Per prima cosa, è necessario chiarire che per il cristiano ortodosso esiste un solo ed unico Maestro Spirituale che altro non è se non lo Spirito Santo, il Consolatore, lo Spirito di Verità, che il mondo non può ricevere in quanto resta a lui invisibile ed inconoscibile. Tuttavia, voi - diceva il Signore ai suoi Apostoli e, per mezzo loro a tutti coloro che crederanno in Lui - lo conoscerete poiché dimorerà con voi e sarà in voi… Vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho insegnato… Vi condurrà alla verità… poiché non parlerà da se stesso, ma riferirà tutto ciò che ha udito e vi annuncerà le cose a venire…

sabato 9 novembre 2013

La Chiesa russa di Firenze ha compiuto 110 anni di storia

Dal sito del Decanato d'Italia dell'Esarcato

Firenze

Venerdì 8 novembre 2013 (26 ottobre del calendario ecclesiastico), festa di san Demetrio l’Effusore di Miro, la parrocchia della Natività di Cristo di Firenze ha festeggiato il 110mo anniversario della dedicazione della sua chiesa, capolavoro dell’architettura religiosa russa del XIX secolo, «la più bella dell’arcivescovado», stando alle memorie del Metropolita Evlogij (Georgevskij).

giovedì 7 novembre 2013

Consacrazione episcopale dell’archimandrita Job

Dal sito del Decanato d'Italia dell'Esarcato

A seguito dell’elezione da parte dell’Assemblea Generale dell’Esarcato in data 1 novembre, l’archimandrita Job è stato eletto dal Santo Sinodo del Patriarcato di Costantinopoli, Arcivescovo di Telmissos ed Esarca patriarcale delle parrocchie ortodosse di tradizione russa in Europa occidentale.
La consacrazione episcopale avverrà in data 30 Novembre 2013 nella Chiesa Patriarcale di San Giorgio al Fanar (Costantinopoli), nel corso della liturgia patriarcale e sinodale celebrata in occasione della festa dell’apostolo Andrea il Primo Chiamato, patrono della sede patriarcale.
L’intronizzazione sarà celebrata il 5 e il 6 dicembre, alla cattedrale di Sant’Alexander Nevsky, nel giorno della festa patronale. Il 5 dicembre la vigilia, celebrata alle 18:00, sarà seguita alle 20:00 dal rito di intronizzazione. Il giorno dopo, la Divina Liturgia (h 10) sarà presieduta dal nuovo arcivescovo.

mercoledì 6 novembre 2013

Denunciata la scomparsa della leader delle Pussy Riot

Fonte: Squeer.it

clip_image001

scritto da Teresa Olivieri - Pubblicato il 02 nov 2013 17:24 | Aggiornato il 05 nov 2013 14:37

E’ giallo sulla leader delle Pussy Riot, Nadezhna Tolokonnikova, di cui il marito denuncia la scomparsa dopo che era stata trasferita in una nuova struttura penitenziaria. Nadia aveva iniziato uno sciopero della fame contro le condizioni «di schiavitù» all’interno della Colonia correttiva n. 14 di Saransk, in Mordovia: in una lettera aveva raccontato anche di 17 ore lavorate in un giorno. L’ultima volta che è stata vista è stato il 24 ottobre da un passeggero quando il treno, su cui era salita per essere trasferita in un’altra prigione, è arrivato nella città di Chelyabinsk, negli Urali. Suo marito, Pyotr Verzilov, ha detto ad un sito americano che non ha più sue notizie, dalla partenza (il 21 ottobre) e che il luogo dove si trova al momento è tenuto segreto. Il padre della 24enne, Andrei Tolokonnikova, ha detto preoccupato: “Nessuno sa nulla”. E ancora: “Non ci sono prove che sia viva, non conosciamo il suo stato di salute. E’ malata? È stata picchiata? “. Nadia sta scontando due anni di carcere per le proteste anti-Putin nella Chiesa del Cristo Redentore, ha denunciato abusi e violenze nel carcere e per questo il marito sostiene che vogliono punirla e soprattutto “vogliono tagliarla fuori dal resto del mondo”.

martedì 5 novembre 2013

Pussy Riot: L’ex Unione Sovietica rispolvera l’ex Gulag

RUSSIA-RIGHTS-PRISON-MUSIC-PROTEST-RELIGION

 

La Pussy Riot Nadia: “17 ore di lavoro e pestaggi, sono rinchiusa in un Gulag staliniano”

di Monica Ricci Sargentini

da: Corriere.it

Non mangia più Nadia Tolokonnikova, una delle Pussy Riot incarcerate per essersi esibite  nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca con una parodia liturgica di quaranta secondi e una supplica pop alla Vergine: “Liberaci da Putin”. ”E’ l’unica forma di protesta  che mi rimane per non essere annientata” dice in una lettera pubblicata su Internet in cui descrive la vita disumana nella  Colonia Correttiva numero 14 in Mordovia, a circa 400 km da Mosca. Il pensiero corre subito ai Gulag staliniani: diciassette ore al giorno a cucire divise per la polizia, detenute chiuse fuori dalle baracche d’inverno, rancio a base di pane secco e latte annacquato, pestaggi continui, minacce di morte. Il tutto per una paga ridicola:  ”A giugno ho guadagnato 29 rubli (meno di un euro)”, ha scritto Tolokonnikova.

domenica 3 novembre 2013

L’Archimandrita Job, eletto Arcivescovo di Telmissos, è il nuovo Esarca del Patriarca Ecumenico per le chiese ortodosse di tradizione russa in Europa occidentale

Dell’Arciprete Sergio Mainoldi, Decano delle Parrocchie dell’Esarcato in Italia e delegato dell’AGS

Fonte: Sito del Decanato d’Italia dell'Esarcato

Vladyka Gabriele

L’Assemblea generale straordinaria (AGS) dell’Esarcato, riunitasi a Parigi venerdì 1 novembre 2013 sotto la presidenza di S. Em. il Metropolita Emmanuele, Esarca del Patriarca ecumenico, ha eletto l’Archimandrita Job (Getcha) a nuovo Arcivescovo  reggente dell’Esarcato del Patriarcato ecumenico per le chiese ortodosse di tradizione russa in Europa occidentale.

sabato 2 novembre 2013

Scelto il nuovo Arcivescovo per l'Esarcato delle Chiese ortodosse russe in Europa occidentale del Patriarcato di Costantinopoli

Job

L'Assemblea Generale della Arcidiocesi di Chiese ortodosse russe in Europa occidentale, Esarcato del Patriarcato di Costantinopoli, riunita ieri, ha scelto l’Archimandrita Job (Getcha) come Arcivescovo con 109 voti (su 191 votanti). Gli altri due candidati - lo Ieromonaco Mykhaylo (Anischenko) e l’Archimandrita Bessarione (Komzias) - hanno ricevuto rispettivamente 9 e 33 voti. Spetta ora al Santo Sinodo del Patriarcato Ecumenico procedere all’elezione canonica.

venerdì 1 novembre 2013

19 ottobre / 1 novembre: San Giovanni di Kronstadt (1829-1908)

Pensieri spirituali sulla preghiera tratti dal suo libro “La mia vita in Cristo”

LE TENEBRE DURANTE LA PREGHIERA

Durante la preghiera, a volte sopraggiungono momenti di tenebre mortali e di angoscia spirituale che nascono da un cuore incredulo (l'incredulità infatti è tenebra). In questi momenti non lasciar venir meno il tuo cuore, ma ricordati che se la luce divina si è spenta in te, continua però a brillare, in tutto il suo splendore e la sua gloria, in Dio stesso, nella sua Chiesa in cielo e sulla terra, e nell'universo materiale in cui "si sono rese visibili la sua potenza eterna e la sua divinità "(Rm 1, 20).

giovedì 31 ottobre 2013

+ Arcivescovo Gabriele di Comana (1946-2013). Eterna Memoria!

Pubblichiamo una breve biografia dell’Arcivescovo Gabriele dalla quale si colgono la fede, lo spessore interiore, le capacità, la tempra e l’amore che Sua Eminenza ha profuso in tutto il suo cammino sacerdotale e particolarmente nei nove anni alla guida dell’Esarcato. Che il Signore lo accolga dove i giusti riposano e conceda a noi un nuovo Arcivescovo capace di ricalcare le orme di Mons. Gabriele e di proseguire nel cammino da lui tracciato per il bene del nostro Esarcato.

In Memoriam

Dal sito dell’Esarcato

gabriel3

L’Arcivescovo Gabriele di Comana, ex vescovo ordinario dell’Arcivescovado delle parrocchie di tradizione russa in Europa occidentale ed Esarca del Patriarca Ecumenico, è morto il 26 ottobre scorso, a Maastricht (Paesi Bassi), all'età di 67 anni, dopo una lunga malattia. Egli è stato a capo dell'Arcivescovado delle parrocchie di tradizione russa in Europa occidentale - la cui sede è a Parigi e che gode di uno status di autonomia interna in seno al Patriarcato ecumenico - dal maggio 2003 al gennaio 2013. La malattia lo portò infatti, l'8 gennaio scorso, a chiedere al Patriarca Ecumenico Bartolomeo di sollevarlo dalle sue funzioni, richiesta avallata dal Santo Sinodo, a partire dal 16 gennaio.

sabato 26 ottobre 2013

Le condoglianze dell'Assemblea dei Vescovi Ortodossi della Francia

Assemblea dei Vescovi Ortodossi della Francia
Comunicato: Nascita al cielo di Mons. Gabriele di Comana.
Eterna Memoria!

Cristo è risorto! In verità, Egli è risorto!

Parigi, 26 ottobre 2013

Eletto a capo dell'arcidiocesi delle Chiese Ortodosse Russe in Europa Occidentale (Esarcato del Patriarcato Ecumenico) nel 2003, Sua Eminenza l'Arcivescovo Gabriele di Comana (+1946-2013) è stato il Vescovo diocesano dell'Arcidiocesi fino al gennaio 2013, quando ha richiesto di essere messo a riposo per motivi di salute.

Il riposo di Monsignor Gabriele, Arcivescovo di Comana


Con grande dolore annuncio che Sua Eminenza l'Arcivescovo Gabriele di Comana, Esarca emerito del Patriarca Ecumenico per le Chiese Ortodosse Russe in Europa Occidentale, si è addormentato nel Signore questa notte a seguito di una lunga malattia. La sua memoria sia eterna!

venerdì 25 ottobre 2013

La Santa Sofia

sofia-1
 
“Quando mi dissero: ‘andremo alla casa del Signore’, il mio spirito si è rallegrato e il mio cuore ha esultato” (cfr. Sal 121, 1), cantò Costantino, divenuto poi San Cirillo, malato e stanco. Fu allora che ebbe dal Signore il dono di una meravigliosa visione: in un prato delle giovani ragazze danzavano, ma una in particolare gli apparve bellissima e degna d’essere amata. La scelse così come sposa. Lei, accortasi del grande amore del giovane Costantino, gli svelò il suo nome: “Sofia”. Costantino le giurò amore per tutta la vita, divenendo così φιλόσοφο (filosofo), dall’unione delle parole φιλειν (filèin), "amare", e σοφία (sofìa), "sapienza".

venerdì 11 ottobre 2013

Il punto di vista Ortodosso sull'unità dei Cristiani

Dell’Archimandrita Placide Deseille

Estratto dalla rivista “Vjestnik Russkogo Hristianskogo Dvizenija”, n. 147, II – 1980, pp. 21-39; trad. A.S. in “Messaggero Ortodosso”, Roma, agosto-settembre 1986, n. 8-9, pp. 1-26.

1. Il concetto patristico dell’unità

Quando nel 1949 al congresso di Amsterdam fu costituito il Consiglio Ecumenico delle Chiese, l’arciprete G. Florovskij caratterizzò con le seguenti parole la posizione del teologo ortodosso in mezzo ai suoi colleghi che professavano un’altra fede: “Il teologo ortodosso può e deve rappresentare non solo l’attuale ‘Oriente’, quanto piuttosto l’antica cattolicità… Va da sé che l’antichità ha valore per quanto in essa ci fu d’integrale e di universale e non solo per la sua antichità. Nell’economia dell’ecumenismo l’ortodossia rappresenta il momento patristico”[1]. Naturalmente quest’integrità e sintesi di varie concezioni, proprie del rapporto delle prime generazioni cristiane nei confronti del Mistero della Chiesa, debbono essere adattate alle nuove necessità ed a situazioni senza precedenti. Tuttavia, fondandosi solo su di esse e cercando di non alterare nulla in esse, la Chiesa del nostro tempo troverà la via di una vivente fedeltà alla Tradizione.

venerdì 4 ottobre 2013

Sulla Santa Esichia del corpo e dell'anima

San Giovanni Climaco, Discorso XXVII

177. In quanto eternamente schiavi delle empie passioni e venuti a patti con loro, noi conosciamo in qualche modo come per esse siamo ingannati, i comportamenti che tengono, la dura tirannia, le malvagie astuzie e la violenza che esercitano gli spiriti del male sulla povera anima nostra. Altri invero per la potenza dello Spirito Santo si sono resi conto sul modo di allontanare le loro perverse suggestioni. Qualcuno infatti da Lui illuminato ha cominciato a capire cosa vuol dire essere stato liberato dalla sua affliggente malattia ora che ha riacquistato la salute; qualche altro che già sente il benessere della salute riacquistata fa induzioni e congetture sulla natura disanimante del morbo. Per parte nostra, paventiamo della nostra debolezza e quindi esitiamo ad affrontare il tema dell'esichia come del porto dell'anima, ben sapendo che c'è un cane appostato a questa tavola del santo convito, che ha deciso di rapinare l'anima sottraendo il pane dalla tavola e, portatoselo alla bocca, di correre lontano per mangiarselo in tutta tranquillità.

mercoledì 18 settembre 2013

Medioevo e Rinascimento - La scienza bizantina e latina (la nascita di una scienza europea): LA MUSICA

Da: Treccani

di Christian Meyer

1. Osservazioni di carattere generale

La musica, come scienza e rappresentazione del mondo, attingeva i suoi concetti più importanti alla fonte delle costruzioni astratte del De institutione musica di Boezio (480 ca.-524/525), di alcuni brani dei Commentarii in Somnium Scipionis di Macrobio e infine delle enciclopedie di Marziano Capella (prima metà del V sec.), Cassiodoro (490 ca.-580 ca.), e Isidoro di Siviglia (560-636 ca.). Mentre l'impegno dei lettori altomedievali era diretto fondamentalmente alla spiegazione del testo di Boezio, la produzione teorica del periodo tra il IX e il XII sec. sviluppava, avvalendosi degli strumenti matematici ereditati dalla Tarda Antichità, un apparato concettuale inteso a imporre un ordinamento razionale alla pratica musicale. Ciò facendo, la teoria della musica dell'Alto Medioevo si caratterizzò principalmente per il tentativo di razionalizzare l'altezza del suono imperniato sulla costruzione dei sistemi acustici. I numerosi trattati dedicati alla divisione del monocordo, alla misura delle canne dell'organo o anche alla costruzione dei carillon si collocavano in una prospettiva pratico-teorica; la costruzione geometrica della scala dei suoni su un corpo sonoro, proposta in questi trattati, tendeva sempre, in definitiva, a mettere in evidenza le strutture interne al sistema acustico stesso. Questa dimensione pratico-teorica del discorso musicale fu poi rinnovata nel corso della seconda metà del XIII sec. con la comparsa di nuovi paradigmi scientifici e lo sviluppo di nuove tecniche musicali, tra cui, in particolare, la notazione dei valori di durata e la crescente complessità del canto polifonico.

domenica 15 settembre 2013

Ordinazione di un nuovo sacerdote per il Decanato d’Italia

Dal sito del Decanato d'Italia dell'Esarcato

Domenica 15/2 settembre, S. Em. il Metropolita Emanuele, Esarca del Patriarca ecumenico, ha ordinato al sacerdozio il diacono Constantin Popa, durante la Divina Liturgia celebrata alla cattedrale St. Alexander Nevsky di Parigi. Padre Constantin svolgerà il suo ministero nella comunità di San Giovanni Crisostomo a Busto Arsizio, dove ha servito come diacono per un anno.

Costel1

Dal "Commento sul salmo 118" di sant'Ambrogio di Milano

Santo è il tempio di Dio, che siete voi

"Io e il Padre verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui" (Gv 14, 23). Sia aperta a colui che viene la tua porta, apri la tua anima, allarga il seno della tua mente perché il tuo spirito goda le ricchezze della semplicità, i tesori della pace, la soavità della grazia. Dilata il tuo cuore, va' incontro al sole dell'eterna luce "che illumina ogni uomo"(Gv 1, 9).

Per certo quella luce vera splende a tutti. Ma se uno avrà chiuso le finestre, si priverà da se stesso della luce eterna. Allora, se tu chiudi la porta della tua mente, chiudi fuori anche Cristo. Benché possa entrare, nondimeno non vuole introdursi da importuno, non vuole costringere chi non vuole. Nato dalla Vergine, uscì dal suo grembo irradiando la sua luce sulle cose dell'universo intero, per risplendere a tutti.

giovedì 12 settembre 2013

Dalle Omelie di San Giovanni Crisostomo

Sulla Prima Lettera ai Corinti

Il calice della benedizione è comunione con il sangue di Cristo.

[…] Il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? Che dici, o beato Paolo? Volendo far vergognare l’ascoltatore, ricordando i venerandi misteri, chiami calice di benedizione quel tremendo e terribile calice? Sì, giacché ciò che si dice non è cosa di poco conto. E quando dico benedizione, intendo mostrare tutto il tesoro della magnanimità di Dio, ricordando tutti i suoi grandi doni. Anche noi, infatti, considerando nel calice tutti gli ineffabili benefici di Dio e tutti i beni di cui godiamo, lo offriamo ed entriamo in comunione con lui ringraziando Dio di aver liberato dall’errore il genere umano, di aver avvicinato quelli che erano lontani e di aver costituito suoi fratelli ed eredi quelli che nel mondo erano atei e senza più alcuna speranza. E così noi ci accostiamo alla sacra mensa, dando grazie al Signore per essi e per tutti gli altri.

venerdì 6 settembre 2013

L’interpretazione cristiana dei Salmi

Dell’Archimandrita Placide Deseille

La “rilettura” cristiana della Bibbia

Nel commentare la Scrittura lo scopo che si prefiggevano i Padri non era quello di determinare il significato originario dei testi, tenendo conto dello stato delle dottrine al tempo della loro redazione, né di estrapolare il messaggio che contenevano per i contemporanei dei profeti e degli scribi ispirati. In ciò, l’esegesi dei Padri si differenzia profondamente dalla critica storica contemporanea. Certo, sanno che quei testi si inseriscono in una storia, all’occasione ne precisano, soprattutto gli Antiocheni, il Sitz im Leben, la collocazione nella vita dell’antico Israele, e la loro interpretazione non è affatto così ingenua come alcuni sarebbero indotti a pensare. Ma per loro la Bibbia è essenzialmente una parola che Dio rivolge oggi alla Chiesa di Cristo. Questo è il motivo per cui la loro attenzione si rivolge innanzitutto alla reinterpretazione che fattane dagli Apostoli e dalla Chiesa delle origini; in questo solco si collocano i loro commenti.

domenica 1 settembre 2013

Messaggio del Patriarca ecumenico per l’indizione del nuovo anno ecclesiastico

Dal Sito del Decanato dell'Esarcato d'Italia

+ B A R T O L O M E O


PER GRAZIA DI DIO
 ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI – NUOVA ROMA
 E PATRIARCA ECUMENICO


A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA GRAZIA E PACE
DAL CREATORE E CONSERVATORE
DI TUTTO IL CREATO
IL SIGNORE E DIO E SALVATORE NOSTRO GESÙ CRISTO

S.S. Bartolomeo I

Detti dei Padri del deserto

Un fratello visitò l'abate Pastor e gli disse: «Mi vengono molti pensieri e mi mettono in pericolo». L'anziano lo portò allora all'aria aperta e gli disse: «Distendi il tuo abito e chiudici dentro il vento!» Il fratello gli rispose: «Questo non lo posso fare!». «Dunque», rispose l'anziano, «se non puoi far questo, ancor meno potrai impedire il sorgere di quei pensieri; ma ciò che puoi fare è resistere loro».

Disse un anziano: «L'umiltà non è uno dei piatti del festino, ma il condimento che insaporisce tutti i piatti».

Fu domandato a un anziano: «Che cosa è l'umiltà?». Egli disse: «Che, se tuo fratello pecca contro di te, tu lo perdoni prima che egli ti testimoni il suo pentimento».

Un fratello disse a un anziano: «Se un fratello mi rivolge parole profane, mi permetti tu, Abba, di dirgli di non farlo?». L'anziano gli disse: «No». E il fratello disse: «Perché?». L'anziano disse: «Poiché neppure noi siamo capaci di osservare questo, e c'è da temere che, dicendo al prossimo di non farlo, siamo trovati noi in procinto di farlo». Il fratello disse: «Che si deve dunque fare?». L'anziano gli disse: «Se sappiamo tacere, l'esempio basta al prossimo».

lunedì 26 agosto 2013

Una lettera di Mons. Gabriele, al clero e ai fedeli dell’Esarcato

Dal sito del Decanato d’Italia dell'Esarcato

Vladyka Gabriele

Dopo quasi otto mesi di silenzio, eccovi un segno di vita da parte mia, e questo a seguito di un incredibile numero di messaggi di sostegno e di solidarietà ricevuti successivamente alla mia subitanea partenza da Parigi. Voglio scusarmi per questo silenzio e per non avervi risposto. La mia salute nel frattempo è sensibilmente migliorata. Il tumore al cervello è contrastato, a quanto pare con successo, attraverso i trattamenti farmacologici. Ora posso camminare senza bastone, ho riacquistato una voce forte, insomma, sto di nuovo meglio. Da settembre celebrerò gli uffici a Maastricht una domenica al mese, mentre nelle restanti domeniche ho intenzione di visitare le parrocchie in diversi paesi. E una volta pienamente recuperato, ho il desiderio di recarmi regolarmente a Parigi.

Sono convinto che il successo del trattamento medico e il progresso della guarigione siano dovuti alle vostre sante preghiere e voglio ringraziarvi di tutto cuore. Voglio anche esprimere la mia gratitudine a coloro che sono venuti a Maastricht a farmi visita.

Ho capito che la situazione dell’Esarcato è problematica, soprattutto per quanto riguarda l’elezione di un nuovo arcivescovo. Vorrei chiedere a tutti voi di restare uniti e di mantenere l’unità in seno alla vostra parrocchia e tra le parrocchie dell’Esarcato. Io non ho più alcuna autorità, posso solo fare  un appello, perché vi amo tutti. È grazie alla forza di questo amore che noi siamo uniti.

Dio vi benedica!

+ Arcivescovo Gabriele

lunedì 19 agosto 2013

Egitto, intervista a Padre X: "L'Occidente non ha capito nulla, l'esercito difende il popolo"

Di Andrea Purgatori – Pubblicato il 18/8/2013 su Huffington Post

egitto intervista

Un Paese che rischia la guerra civile, una minoranza violenta che non accetta di aver perduto il potere, bande armate pronte a ogni devastazione e l’Occidente che come al solito non capisce e non si schiera con la maggioranza pacifica della popolazione che vuole una transizione verso la democrazia. Ecco l’analisi controcorrente dal Cairo di padre X, islamista e profondo conoscitore della realtà egiziana (non facciamo il suo nome per motivi di sicurezza personale).

Cosa sta succedendo in Egitto, padre?

Quello che l’informazione occidentale deviata non racconta.

In che senso?

Si parla solo dei Fratelli musulmani e non di tutto il resto. Di quello che è successo prima e dopo.

venerdì 9 agosto 2013

I messaggi dell'iconografia bizantina nell'Europa cristiana contemporanea

Da Orientamento Spirituale dell'Europa di Constantinos Charalampidis. Edizioni Kyromanos, Thessaloniki, 1997.

Ogni arte cela un suo ed esclusivo messaggio, naturalmente incomprensibile se non se ne conosce il codice silenzioso e mistico, che sono poi le linee, i colori e i volumi. Tentare di leggere un' opera d' arte e, nel nostro caso, un oggetto artistico appartenente storicamente e cronologicamente al mondo bizantino è quanto dobbiamo fare.

I pensieri ed i sentimenti dei bizantini sono impressi nelle opere dell'architettura, della pittura, della scultura e nei piccoli oggetti d' arte che si collocano in un amplissimo arco cronologico che va dai primi secoli del cristianesimo fino al 1453, alla caduta cioè di Costantinopoli sotto la dominazione turca.

L'arte bizantina, oltre a dilettare lo spettatore con i suoi capolavori, provoca e invita, attraverso il prisma di una visione spirituale-metafisica, ad una considerazione soprannaturale dei suoi eterni valori. Bisanzio, che continuò la tradizione come baluardo dell'arte antica, assimilò e descrisse in nuove forme rappresentative il mondo degli eletti dello spirito, costituiti dai santi e dai beati della Chiesa cristiana. La «colonizzazione» artistica dell'arte bizantina nell' Europa occidentale ha segnato il rinnovamento e la rivitalizzazione dell'arte europea.

martedì 6 agosto 2013

Mission: Impossible

Mi dispiace di non avere il tempo di tradurre questi due interessanti articoli (e sto utilizzando un computer non mio...) ma come al solito, potete utilizzare il prezioso traduttore di Google.

The celebration of 1025 years of the christening of Kyiv Rus sums up the failure of Russia’s religious expansion in Ukraine headed by Patriarch Kirill

August 6, 2013 ▪ Andriy Skumin

Fonte: The Ukrainian Week

clip_image001

On January 27, 2009, the Russian Orthodox Church Council elected Kirill as the Patriarch of Moscow and All Rus. He was much younger and more ambitious than his predecessor, Alexy II. During his first months as Patriarch, Kirill disclosed the concepts of the church’s Russian World that was planned as an effective tool to consolidate a slew of post-Soviet states, given their sluggish political integration into the Kremlin’s neo-imperial projects. Over the four years since then, however, this “spiritual” expansion with a clear political background has fueled the opposite reaction in the countries Kirill had targeted.

Russia: assassinato un sacerdote che aveva difeso le "Pussy Riot"

P. Pavel Adelgueïm, un prete ortodosso che sosteneva il gruppo punk-rock femminista, è stato ucciso ieri in Russia.

Fonte: Le Figaro - Par Emeline Le Naour

clip_image001

Pavel Adelgueïm avait défendu les Pussy Riot après leur «prière punk», le 21 février 2012, dans la cathédrale du Christ-Sauveur, à Moscou. Il notait à l’époque sur son blog : « Ces femmes ont démasqué le mensonge de l'Église orthodoxe russe et sa liaison peu naturelle avec la Fédération de Russie. » 
Lundi, ce prêtre orthodoxe de 75 ans a été retrouvé poignardé près d'une église de Pskov, une ville située non loin de la frontière entre la Russie et l’Estonie. Selon la police, Pavel Adelgueïm aurait été tué par un jeune déséquilibré qu’il hébergeait chez lui depuis quelques jours.

Les autorités n’ont pas fait de lien entre cet assassinat et l’engagement du prêtre, qui était cependant connu pour ses prises de position contre les liens étroits unissant l’État russe et l'Église. D’après l’AFP, sa disparition a suscité de nombreuses réactions et une vive émotion dans tout le pays. Qualifié de « dernier prêtre libre du Patriarcat de Moscou » par Andreï Kouraïev, un blogueur orthodoxe influent, Pavel Adelgueïm avait été emprisonné dans un goulag à l’époque soviétique. Nadejda Tolokonnikova et Maria Alekhina, deux membres des Pussy Riot, purgent toujours leurs peines dans des camps de travail en Mordovie et dans l’Oural.

martedì 30 luglio 2013

Gregorio Palamas: Del modo con cui i cristiani debbano sempre pregare

Miei fratelli cristiani, vi esorto ancora, per la salvezza dell'anima vostra, non trascurate la pratica di questa preghiera [la preghiera di Gesù o preghiera del cuore]...

Sul principio vi apparirà difficoltosa, ma vi assicuro, da parte di Dio Onnipotente, che il nome del Signore Gesù invocato costantemente, vi aiuterà a superare gli ostacoli, e, quando col progredire del tempo vi sarete resi familiari a questo esercizio gusterete quanto è soave il nome del Signore. Con l'esperienza imparerete che è effettuabile e piacevole. Per questo S. Paolo che più di noi conosceva il grande bene che questo esercizio procura, ci comanda di pregare senza interruzione. Non avrebbe mai imposto quest'obbligo se fosse stato molto difficoltoso e inattuabile, in questo caso avrebbe pensato anticipatamente che non avendo la possibilità di adempirlo saremmo stati disobbedienti e trasgressori, così da incorrere nel biasimo e nella riprovazione. L'Apostolo non poteva avere questa intenzione.

lunedì 29 luglio 2013

Grecia: monaci ribelli Monte Athos lanciano molotov

In guerra con Patriarcato, dicono no a sfratto da monastero

29 luglio, 17:23 - Fonte: Ansa

ALL [ARCHIVE MATERIAL 20030202 ]

(di Patrizio Nissirio) (ANSAmed) - Roma, 29 lug - E' una vera e propria guerra di religione. Un gruppo di normalmente ieratici monaci ortodossi del Monte Athos, la millenaria Repubblica Teocratica del nord della Grecia, da anni in rivolta contro il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, accusato di essere troppo amichevole con l'odiata Chiesa di Roma, ha preso a sassate e molotov un gruppo di funzionari governativi che volevano eseguire lo sfratto della confraternita dal monastero di Esphigmenou. E promettono battaglia.

giovedì 25 luglio 2013

Il peccato: La malattia dei membri del Corpo di Cristo e la loro guarigione

Tratto e adattato da “Dieu est Vivant” Ed. Cerf

Il mistero del pentimento

La più grave malattia che possa subire un corpo è quella che colpisce la testa o il cuore. Se il cervello non manda più gli impulsi nervosi, tutto è paralizzato. Se dal cuore non viene più sangue, è la cancrena. Allo stesso modo, se un membro del Corpo di Cristo non sente più la volontà del suo Signore, non sa più che cosa fare, come agire: per lui la vita non ha più senso. E se non riceve più la corrente di vita e d'amore dallo Spirito Santo, egli si corrompe; la sua personalità si disgrega; al limite, è la follia.

Questa separazione fra l'uomo e Dio si chiama peccato. Il rimedio, la guarigione, viene da Cristo, “medico delle nostre anime e dei nostri corpi”. Quando, per la potenza dello Spirito Santo e il mistero della Chiesa, la mano guaritrice di Cristo si posa sull'uomo che si rivolge a lui implorando la misericordia del Padre, il peccatore perdonato e guarito viene reintegrato nella vita del Corpo: è il mistero del pentimento.

giovedì 4 luglio 2013

Sull’esistenza di Dio

Di San Justin Popovic - Filosofia ortodossa della verità. Dogmatica della Chiesa Ortodossa, L’Âge d’Homme, Lausanne.

Il dogma dell’esistenza di Dio è il dogma iniziale nell’economia della salvezza degli uomini; [il primo] è il posto che merita: poiché credere conviene a colui che va verso Dio (Ebr 11, 6). D’altronde la Chiesa ortodossa si fonda anche su questo dogma di fede. È questo che esprime con le prime parole del Simbolo: “Credo in un solo Dio”. È perché per la fede Dio esiste, che essa non ha né necessità né desiderio di trasformare le verità dogmatiche della Rivelazione divina in un’ipotesi logica dell’intelligenza umana. Per essa, l’esistenza di Dio è una verità rivelata da Dio; occorre crederla e riceverla con la fede, non è un’ipotesi da dimostrare logicamente, che dovremmo ricevere sulla base di dimostrazioni logiche – poiché dall’ipotesi alla fantasia, c’è troppa poca distanza. Non dimostra l’esistenza di Dio, ma la mostra con la presenza delle verità divine eterne in essa e con la presenza del sovrannaturale anche nella natura dell’uomo.

L’insegnamento dogmatico della Chiesa sull’esistenza di Dio è dunque conforme all’insegnamento dato dalla santa Rivelazione stessa, insegnamento che conserva e che confessa nella sua pienezza. La Rivelazione non si lancia in una dimostrazione di Dio. Lo mostra nelle sue opere. L’inizio stesso della Rivelazione ne testimonia: Dio non vi è dimostrato. Vi mostra bene piuttosto le sue opere come opere di Colui di cui l’esistenza precede tutto, che condiziona ogni cosa e senza il quale non vi è altra esistenza né creazione che si possa concepire: All’inizio Dio creò i cieli e la terra (Gen 1, 1).

venerdì 28 giugno 2013

Cenni di storia dell’Ortodossia

Dell’Archimandrita Placide Deseille

La Chiesa indivisa del primo millennio

I primi tre secoli della Chiesa sono stati contrassegnati da fatti importanti: la notevole espansione del cristianesimo nell’Impero romano, e la feroce persecuzione dei cristiani in determinati periodi, fino alla proclamazione dell’Editto di Milano nell’anno 313.

Gli apostoli e i loro primi successori fondarono molte chiese nelle città principali dell’Impero romano. In ogni città c’era una comunità cristiana di base, presieduta da un vescovo che, nominato originariamente dagli apostoli, era aiutato da presbiteri e diaconi. Questo tipo di organizzazione dal triplo ministero già verso la fine del I secolo era ben consolidato; se ne fa menzione nelle lettere scritte verso il 107 da Sant’Ignazio, vescovo di Antiochia, mentre si recava a Roma dove sarebbe stato martirizzato. Sant’Ignazio fu il primo ad esprimere chiaramente che la comunità cristiana locale è Chiesa, idea che rimane il cuore della concezione ortodossa della Chiesa.

domenica 23 giugno 2013

La Festa di Pentecoste

di Padre A. Schmemann, 1974 - Tradotto per Tradizione Cristiana da E. M.

clip_image001

50 GIORNI DOPO LA PASQUA

Nell’annuale ciclo liturgico della Chiesa, la Pentecoste è “l’ultimo e grande giorno”. È la celebrazione da parte della Chiesa della venuta del Santo Spirito come la fine – la realizzazione e il compimento – di tutta la storia della salvezza. Per lo stesso motivo, tuttavia, è anche la Celebrazione dell’inizio: è il “compleanno” della Chiesa come presenza in mezzo a noi del Santo Spirito, della vita nuova in Cristo, della grazia, delle conoscenze, dell’adozione di Dio e della santità.

giovedì 20 giugno 2013

Pensieri sulla Pasqua, l’Ascensione e la Pentecoste

Di San Justin Popovic

Da “Tajne Vere i Zivota”, Krnjevo 1977; trad. A. S. - In “Messaggero Ortodosso”, Roma, 1986, giugno-luglio n. 6-7, p. 1-8.

Il mistero della discesa del Salvatore nell’Ade ed il mistero della salvezza

Il Signore Gesù Cristo nella sua divino-umana economia della Salvezza ha compreso tutti gli esseri umani non solo della sua epoca, ma anche del passato e del futuro. In tal modo egli è diventato il Salvatore di tutto il genere umano ed ha ottenuto il diritto di chiamarsi con questo nome. Sono vere le parole di sant’Ireneo: “Il Cristo è venuto non solo per quelli che all’epoca di Tiberio crederono in lui, ed il Padre non provvide solo per coloro che vivono adesso, ma per tutti gli uomini insieme, che dall’inizio temevano Dio e lo amavano, si comportavano rettamente e con devozione nei riguardi del loro prossimo e desideravano vedere il Cristo ed ascoltare la sua voce”.

La discesa del Salvatore nell’Ade, dove si trovano le anime di quanti vissero e morirono prima della sua venuta in questo mondo, era naturale, necessaria e logica. Ed il Salvatore scese nell’Ade con la sua anima umana, mentre il suo corpo giaceva morto nella tomba. La sua discesa nell’Ade egli accompagnò con la predicazione dello stesso Evangelo che aveva annunciato sulla terra. Poiché lo stesso Evangelo vale per tutti gli esseri umani in entrambi i mondi, sia nel mondo della vita terrena che in quello della morte, nell’Ade. L’apostolo Pietro dice chiaramente che il Salvatore predicò alle anime nell’Ade il suo Evangelo della Salvezza.

domenica 9 giugno 2013

Dalla “Omelie sugli Atti degli Apostoli” di san Giovanni Crisostomo

Mostraci, Signore, chi hai designato…

«In quei giorni, Pietro si alzò in mezzo ai fratelli e disse...» (At 1, 15). Dato che era il più zelante e gli era stato affidato da Cristo il gregge, e dato che era il primo nell'assemblea, per primo prende la parola: Fratelli, occorre scegliere uno tra noi (cfr. At 1, 21-22). Lascia ai presenti il giudizio, stimando degni d'ogni fiducia coloro che sarebbero stati scelti e infine garantendosi contro ogni odiosità che poteva sorgere. Infatti decisioni così importanti sono spesso origine di numerosi contrasti.

E non poteva essere lo stesso Pietro a scegliere? Certo che poteva, ma se ne astiene per non sembrare di fare parzialità. D'altra parte non aveva ancora ricevuto lo Spirito Santo. «Ne furono proposti due, Giuseppe, detto Barsabba che era soprannominato Giusto, e Mattia» (At 1, 23). Non li presentò lui, ma tutti. Lui motivò la scelta, dimostrando che non era sua, ma già contemplata dalla profezia. Così egli fu solo l'interprete, non uno che impone il proprio giudizio. Continua: Bisogna, dunque, che tra questi uomini che sono radunati con noi... (cfr. At 1, 21). Osserva quanta oculatezza richieda già nei testimoni, anche se doveva ancora venire lo Spirito. Egli comunque tratta con grande diligenza questa scelta.

venerdì 31 maggio 2013

Breve storia dell'arpa: migliaia di anni di fascino

Introduzione

L'arpa è il più antico strumento musicale a corde conosciuto. La parola "Harpa" o "arpa" viene dall'antico sassone e significa "pizzicare". Dal XIII secolo questo termine fu applicato specificamente per l'arpa triangolare in opposizione alla lira. L'antico termine gaelico per uno strumento a corde di metallo era "Cruit" e fu applicato all'arpa verso il 1200. Il termine successivo utilizzato in Scozia e in Irlanda per l'arpa "celtica" fu clarsach o cláirseach.

Fonti scozzesi dei secoli XV e XVI mostrano che entrambi i termini "arpa" e "clarsach" erano in uso comunemente a quell'epoca, e sembrano indicare che ci fosse una distinzione tra le arpe in stile europeo, cordate in budello animale, e le clarsachs gaeliche, cordate in metallo. Oggi noi conosciamo le arpe gaeliche come "irlandesi", "celtiche", "folk", "clarsach scozzese" o "arpe a levette". La maggior parte delle arpe popolari sono cordate con una combinazione di nylon, metallo, budello o fibra di carbonio. L'arpa di tradizione gaelica (l'arpa irlandese) continua ad essere cordata in ottone o in bronzo.

La "Panaghia Tricherùssa" (la Tuttasanta con tre mani)


Per gli specialisti dell'arte, l'icona è opera di un pittore greco del XIV secolo; ma per i Monaci del Monte Athos si tratta di una icona di San Luca, che si sarebbe trovata a Damasco ai tempi di San Giovanni Damasceno (VIII sec.), e al quale avrebbe fatto il miracolo di restituirgli la mano mozzata. Il Santo avrebbe poi portata con sé l'icona nella Lavra di S. Saba, presso Gerusalemme, dove trascorse il resto della sua vita. Alla sua morte, avvenuta nel 749, l'icona rimase in tale Monastero fino al secolo XIII, allorché l'igumeno la donò al metropolita della Serbia, pure di nome Saba (+ 1237), giunto in pellegrinaggio in Terra Santa.

martedì 28 maggio 2013

La celebrazione dell'Eucaristia

Dalla “Prima Apologia” di san Giustino, martire

A nessun altro è lecito partecipare all'Eucaristia, se non a colui che crede essere vere le cose che insegniamo, e che sia stato purificato da quel lavacro istituito per la remissione dei peccati e la rigenerazione, e poi viva così come Cristo ha insegnato. Noi infatti crediamo che Gesù Cristo, nostro Salvatore, si è fatto uomo per l'intervento del Verbo di Dio. Si è fatto uomo di carne e sangue per la nostra salvezza. Così crediamo pure che quel cibo sul quale sono state rese grazie con le stesse parole pronunciate da lui, quel cibo che, trasformato, alimenta i nostri corpi e il nostro sangue, è la carne e il sangue di Gesù fatto uomo.

Gli apostoli nelle memorie da loro lasciate e chiamate vangeli, ci hanno tramandato che Gesù ha comandato così: Preso il pane e rese grazie, egli disse: «Fate questo in memoria di me. Questo è il mio corpo». E allo stesso modo, preso il calice e rese grazie, disse: «Questo è il mio sangue» e lo diede solamente a loro. Da allora noi facciamo sempre memoria di questo fatto nelle nostre assemblee e chi di noi ha qualcosa, soccorre tutti quelli che sono nel bisogno, e stiamo sempre insieme. Per tutto ciò di cui ci nutriamo benediciamo il creatore dell'universo per mezzo del suo Figlio Gesù e dello Spirito Santo.

venerdì 24 maggio 2013

Cristo è il supremo criterio di Verità

di San Justin Popovic - tratto da Dogmatique de l’Église orthodoxe

Poiché il Signore Gesù Cristo è il supremo valore in quanto Dio-Uomo, egli nello stesso tempo, in quanto tale, è anche il supremo criterio di tutti gli autentici valori. In questo mondo nessun essere, inferiore al Theanthropos, può essere vero criterio dei valori, se il supremo criterio è la persona del Dio-Uomo. Non può essere un criterio l’uomo, poiché rappresenta un valore di gran lunga inferiore al Dio-Uomo. In quanto è il supremo valore, il Cristo è il migliore ed il più sicuro criterio di tutto ciò che di divino ed umano c’è in questo e nell’altro mondo. La storia di questo pianeta non conosce né un Dio migliore di Cristo, né un uomo migliore di Lui. Il Dio-Uomo ha nello stesso tempo completamente rivelato Dio e l’uomo. Perciò non c’è Dio al di fuori del Dio-Uomo, né c’è un uomo migliore di Lui.

“Cos’è la Verità?” chiese Pilato alla Verità incarnata e personificata, e voleva udire con le orecchie ciò che non vedeva con gli occhi, come se la stessa anima non l’avesse udito dalle sue orecchie e visto dai suoi occhi. In realtà il Dio-Uomo è la Verità, non in quanto parola, non come insegnamento, ma in quanto persona divino-umana perfetta ed eternamente vivente. Perciò il Dio-Uomo ha detto di sé non soltanto: “Io sono la Verità”, ma anche: “Io sono la Via”, la via alla Verità stessa, la misura della Verità, la sostanza della Verità stessa. La misura della Verità è la Verità stessa e la Verità è il Dio-Uomo Gesù Cristo. Perciò quanto non proviene da Lui non appartiene alla Verità. Al di fuori della sua persona divino-umana la Verità è ontologicamente impossibile. Nella fede Cristiana la Verità non è un concetto discorsivo, né una teoria, né una dottrina, né una raccolta di dottrine, ma la persona vivente del Dio-Uomo, la figura storica di Gesù Cristo. Prima del Cristo gli uomini avevano sentore della Verità, ma non la conoscevano; con il Cristo, Logos di Dio incarnatosi e fattosi uomo, l’eterna Verità divina entra nella sua pienezza. Perciò nell’Evangelo è detto: “La Verità è nata (eghéneto) per opera di Gesù Cristo”; “è nata”, come se prima dell’apparizione del Dio-Uomo Gesù non ci fosse stata nel mondo.

lunedì 20 maggio 2013

I principi di base del canto romano-bizantino

Per poter spiegare i principi basilari del canto liturgico orientale, mostriamo la scala occidentale e le scale ecclesiastiche romano-bizantine negli schemi sottostanti. Le cifre colorate evidenziano la diversa ampiezza che intercorre tra una nota e l'altra. Ad esempio tra DO e RE intercorre l'intervallo di un tono corrispondente a 12 unità-base. Le note romano-bizantine corrispondono alle note occidentali solo nel caso della scala enarmonica. I loro nomi traslitterati sono: PA (ΠΑ) - VU (ΒΟΥ) - GHA (ΓΑ) - DHI (ΔΙ) - KE (ΚΕ) - ZO (ΖΩ) – NI (ΝΗ).

Ad un primo colpo d'occhio si nota subito la diversa ampiezza degli intervalli tra le note. Tale ampiezza è in grado di esprimere una maggiore ricchezza espressiva. E' questo motivo tecnico che rende possibile al canto liturgico orientale molte più sfumature e una maggiore ricchezza di pathos rispetto a quello occidentale.

 

SCALA MUSICALE OCCIDENTALE

clip_image001

mercoledì 15 maggio 2013

Il Gesù risorto in Matteo

di san Justin Popovic da “Tumacenje Svetog Evandjelja po Matejn”, 521-526, Beograd 1979; trad. A. S.

La resurrezione di Gesù e le mirofore

(Matteo 28, 1-10)

28, 1. Due Marie, la Madre di Dio e la Maddalena, sono due bianchi gigli celesti nella più profonda tenebra della nostra terra. Oppresse dall’angoscia, esse stanno incessantemente accanto al divino sofferente, mentre soffre, mentre muore e mentre lo seppelliscono (Matteo 27, 61). Esse, anime angeliche, certamente pensavano: “No, non è possibile che tutto questo termini con la tomba e con la morte. È possibile che Gesù completamente muoia? Può la morte essere più forte di lui, che ha risuscitato i morti ed ha guarito tutti i malati?”. Esse sentivano anche troppo l’immortalità e l’onnipotenza della sua persona per non aspettare qualche miracolo e qualche esperienza eccezionale. I loro occhi e le loro anime non conoscono il sonno dacché il corpo di Gesù è nella tomba. Esse prima di tutti, esse sole vanno alla tomba “al sorgere del giorno”, per vederla (vs 1).

28, 2-7. Ed il loro santo amore ed il loro santo zelo è ricompensato da qualcosa che nessun altro essere umano mai proverà. Ecco: “Improvvisamente vi fu un terremoto, un angelo del Signore scese dal cielo, fece rotolare la grossa pietra e si sedette sopra. Aveva un aspetto splendente come un lampo ed una veste candida come la neve. Le guardie ebbero tanta paura di lui che cominciarono a tremare e rimasero come morte. L’angelo parlò e disse alle donne: Non abbiate paura, voi. So che cercate Gesù, quello che hanno inchiodato sulla croce. Non è qui, perché è risorto, proprio come aveva detto. Venite a vedere dov’era il Signore. Ora andate presto! Andate a dire ai suoi discepoli: E’ resuscitato dai morti e vi aspetta in Galilea. Là lo vedrete. Ecco, io vi ho avvisato.”

mercoledì 8 maggio 2013

Pasqua a Busto Arsizio

Ho celebrato la Veglia e la Liturgia pasquali nella nostra chiesa di Busto Arsizio. Eccovi alcune foto.
Cristo è risorto!!!

 
 

martedì 7 maggio 2013

Il canto greco-bizantino

Adattato da http://www.parodos.it/musica_canto_greco.htm

Il canto greco-bizantino è sopravvissuto per secoli sostanzialmente inalterato, tramandato con la consapevolezza del suo enorme valore, quasi paradigmatico. Legato soprattutto alla sfera religiosa, non abbiamo testimonianza scritta del repertorio profano. Ma molti manoscritti riportano, tramite la scrittura neumatica, quel canto sacro definito "eco dell'armonia e della bellezza di Dio", fratello del canto gregoriano occidentale.

Il canto greco-bizantino e la sua influenza sulla musica medievale occidentale

La "pace" tra Chiesa e Impero romano favorì la costruzione di innumerevoli chiese e basiliche su tutto il territorio imperiale, con conseguente sviluppo del cerimoniale e aumento dei centri di produzione culturale; in particolare, la creazione delle circoscrizioni ecclesiastiche presiedute dai metropoliti (Alessandria, Antiochia, Bisanzio) pose le premesse per l'autonomia di tre forti centri di irradiazione culturale, sempre più indipendenti tra loro e da Roma: tutto ciò diede vita allo sviluppo di peculiari tradizioni nel canto liturgico e nel cerimoniale stesso. Il secolo IV vide inoltre numerose e importanti innovazioni per quanto riguarda il calendario ecclesiastico, con l'istituzione di nuove feste, sovrapposte alle antiche celebrazioni pagane ancora diffuse nelle campagne; si stabilì il criterio per decidere ogni anno la data della Pasqua; si svilupparono nuovi culti per i martiri; ecc..., nonché il consolidarsi della pratica di fissare per iscritto formulari di preghiere, ordinamenti di letture e il testo dei canti. Iniziano poi a delinearsi con maggiore precisione i due cicli nei quali saranno distribuite le ufficiature liturgiche: il Proprio temporale (per le feste del Signore e le domeniche) ed il Proprio santorale (per le feste dei santi). Si costruisce quindi un repertorio stabile di preghiere, letture e canti (alcuni dei quali rimarranno sostanzialmente intatti fino ad oggi, come i testi dell'Ordinarium missae - ovvero il Kyrie eleison, il Gloria, il Sanctus), legato in maniera indissolubile alla pratica musicale.

sabato 4 maggio 2013

Il Fuoco Santo di Pasqua a Gerusalemme: un miracolo che continua

Uno dei più eccezionali miracoli che continuano ripetendosi fino al nostro tempo è la discesa del Fuoco Santo sulla Tomba del Signore a Gerusalemme nel corso del Vespro che il Grande Sabato apre la Domenica della Resurrezione. Questo miracolo è conosciuto sin dall'antichità.

domenica 28 aprile 2013

Omelia 15 di san Gregorio Palamas sulla Domenica delle Palme

Nel tempo accetto ti ho ascoltato, e nel giorno della salvezza ti ho aiutato, disse il Signore per bocca di Isaia. È dunque bello, oggi, annunciare alla vostra carità il detto dell'Apostolo: Ecco il tempo bene accetto, ecco il giorno della salvezza. Respingiamo dunque le opere della tenebra, rivestiamoci delle armi della luce. Comportiamoci onestamente come di giorno. Si avvicina infatti la memoria della passione salvifica di Cristo, e la Pasqua, nuova, grande, spirituale, il premio della pace, il proemio della vita futura. Ce lo preannuncia Lazzaro, che risalì dagli abissi degli inferi: egli, alla sola voce e al solo comando di Dio, che ha il potere sulla vita e sulla morte, pur dopo quattro giorni, risuscitò da morte. I fanciulli e il popolo innocente, per ispirazione dello Spirito santo, celebrano con canti colui che fu riscattato da morte, colui che riconduce le anime dagli inferi, e dona vita per sempre all'anima e al corpo. Se dunque uno vuole la vita, vuole vedere giorni felici, tenga la sua lingua lontana dal male, e impedisca alle sue labbra di pronunciare parole di inganno; eviti il male e compia il bene. Male è l'ingordigia, l'ubriachezza e la dissolutezza; male è l'avarizia, la superbia, l'ingiustizia; male è la vanagloria, la tracotanza, l'altezzosità. Allontaniamoci dunque da questi vizi, e compiamo il bene. E qual è il bene? La temperanza, il digiuno, la castità, la giustizia, la misericordia, la magnanimità, l'amore, l'umiltà. Così potremo partecipare degnamente al sacrificio dell'agnello di Dio immolato per noi; da qui otterremo la caparra dell'immortalità, e custodiremo in noi fino al suo compimento l'eredità che ci è stata promessa nei cieli. "Ma difficile da raggiungere è il bene, e le virtù sono più amare dei vizi". Io non la vedo così: si affaticano di più l'ubriacone e l'intemperante di chi domina le proprie passioni, l'impuro più del casto, chi si affanna per arricchirsi più di chi vive accontentandosi di quanto possiede, e l'assetato di gloria più di colui che vive nell'oscurità. Per causa del nostro attaccamento ai piaceri ci appaiono più dure da praticare le virtù: dobbiamo dunque fare forza a noi stessi. Dice il Signore: Il regno dei cieli deve essere conquistato con violenza, e sono i violenti che se ne impadroniscono.

martedì 23 aprile 2013

La musica ecclesiastica bizantina


Dal sito della Apostolikì Diakonìa
  
La musica nel culto ecclesiastico occupa una posizione speciale e preminente. La salmodia, cioè il cantare salmi, è uno dei primi mezzi efficaci per suscitare la religiosità e celebrare il rito con i fedeli. Certamente, la salmodia è un mezzo e non l'obiettivo della Chiesa e da secoli, nel culto divino, la musica, oltre al suo valore artistico ed estetico, si ritiene che costituisse anche il patrimonio della Chiesa Bizantina, mentre, per quanto riguarda gli elementi e lo stile, si ritiene ed è comprovato, che conservi il carattere dell'antica musica greca. Per questo motivo, è anche definita quale musica ecclesiastica greca ed è riconosciuta come patrimonio nazionale e capitale spirituale, da rispettare, da conservare e da accrescere. La musica ecclesiastica non è strettamente legata agli innografi o ai suoi esponenti, ai clericali o ai laici. È un'arte, un'arte divina, come ogni arte della chiesa, ieratica o liturgica, caratterizzata dal termine salmodia , che esprime pienamente la posizione ed il carattere della musica, nel contesto della celebrazione del culto sacro.
 
La presentazione dell'opera del grande maestro di musica Konstantinos Priggos è un'espressione delle problematiche della conservazione e della salvaguardia della salmodia bizantina. A prima vista, i concetti della tradizione e della creazione personale sembrano contrastanti. Tuttavia, la tradizione non è un concetto statico, ma al contrario, costituisce una condizione ed un presupposto per nuove creazioni. La tradizione non è uno status, ma una forza. A questa forza tradizionale è dovuto quanto esiste nella storia umana, come scienza ed arte e modo di vita. La chiesa è Organismo vivo ed Istituzione Sacra, che non cesserà mai di avere queste esigenze, cui far fronte. Così si spiega anche la ricchezza della salmodia ecclesiastica. Non in un momento nel tempo, ma nel corso dei secoli. Ed i continuatori della tradizione, amanti della compostezza e del decoro liturgico della chiesa, non ambiscono a tramandare nel tempo il proprio nome, ma costituiscono, ognuno di loro, un anello umile, ma contemporaneamente superbo, della catena e nell'incessante proseguimento di questa arte ecclesiastica.