Fate ogni cosa per la gloria di Dio (1Cor. 10, 31)

Lo scopo finale della musica non deve essere altro che la gloria di Dio e il sollievo dell'anima (Johann Sebastian Bach)

domenica 25 dicembre 2016

Messaggio Patriarcale per il Natale 2016

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+ B A R TO L O M E O
PER MISERICORDIA DI DIO ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI
NUOVA ROMA E PATRIARCA ECUMENICO
A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA
GRAZIA, MISERICORDIA E PACE
DA CRISTO SALVATORE NATO A BETLEMME

*****

“Il farsi uomo di Cristo, per me è un’altra creazione”

Amati Fratelli e Figli prediletti nel Signore,

La Domenica dei Santi Progenitori

Da "The Winter Pascha", di p. Thomas Hopko


Due domeniche prima della celebrazione del Natale, la Chiesa Ortodossa gioisce nella festa dei santi Progenitori dell’Antico Testamento, compresi quelli che sono venuti prima del dono della Legge. Predissero la venuta del Messia e furono redenti dalla sua salvifica Pasqua. Insieme con il Canone della Natività di Cristo, durante i servizi del giorno sono cantati gl’inni seguenti:

sabato 24 dicembre 2016

Auguri!

Che siate di vecchio o di nuovo calendario, dal profondo del cuore porgo a voi tutti, cari ed affezionati lettori di questo blog, i miei più sinceri

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lunedì 19 dicembre 2016

San Nicola e Sant’Ambrogio

Oggi, 6 / 19 dicembre, e domani, 7 / 20 dicembre, la Chiesa fa memoria di due grandi santi: San Nicola, vescovo di Mira di Licia, il taumaturgo, e Sant'Ambrogio, vescovo di Milano. Ecco le loro icone e le loro vite per la nostra edificazione.

Vita di San Nicola di Mira

giovedì 8 dicembre 2016

Immacolata ma non esente dal peccato originale

Estratto da un’intervista del 2004 rivolta al patriarca ecumenico Bartolomeo I e pubblicata sulla rivista 30giornin. 12 - 2004.

*.*.*.*

domenica 4 dicembre 2016

L’Icona dell’Ingresso al Tempio della Madre di Dio

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Da: Egon Sendler, Le Icone bizantine della Madre di Dio.

La scena mostra Maria condotta dai suoi genitori e accompagnata da sette vergini, nel momento in cui si avvicina al sacerdote Zaccaria, padre di Giovanni Battista... La scena si svolge all’interno del cortile del Tempio, indicato spesso da un velo rosso. Le facciate e i portici non hanno nulla in comune con un tempio orientale, richiamano invece le chiese ortodosse, soprattutto quelle della Russia e sono spesso incoronate da cupole a bulbo.

21 novembre / 4 dicembre: L’Ingresso della Madre di Dio al Tempio

Del Protopresbitero A. Schmemann - da: “Celebration of Faith” Sermons, vol. 3, “The Virgin Mary”, 1995.

Si ha l’impressione che risalga a migliaia d’anni da oggi, e tuttavia, non è passato molto tempo da quando la vita è stata segnata dalle feste religiose. Benché tutti andassero in chiesa, non tutti sapevano, certamente, il significato esatto di ogni celebrazione. Per molti, e forse per la maggioranza, la festa era soprattutto un’opportunità per dormire più a lungo la mattina, per mangiare bene, per bere bene e rilassarsi. E nonostante ciò, penso che ogni persona considerasse, anche se non in modo interamente cosciente, che qualcosa di trascendente e di radiante faceva irruzione nella vita in occasione di ogni festa, portando un incontro con un mondo di realtà diverse, un richiamo di qualcosa di dimenticato, di qualcosa di coperto dalla routine, dalla vacuità e dalla stanchezza della vita quotidiana.

21 Novembre / 4 Dicembre: San Colombano di Bobbio

Da: L. Dattrino, Il primo monachesimo, Roma, 1984, 65-67.

Per quanto molto incerta, la data della nascita di s. Colombano viene per lo più fissata attorno al 540. Entrato ancora giovane nell’abbazia di Bangor (Irlanda settentrionale), vi rimase fino al 590 sotto la guida di s. Comgal. Quindi, preso dal desiderio di peregrinare altrove per propagare il regno di Dio, si avviò verso la Gallia, accolto benevolmente dal re Gontranno, che regnava nella Borgogna. Ivi fondò successivamente tre monasteri: ad Annegray, a Luxeuil e a Fontaine. Il più famoso divenne quello di Luxeuil.

venerdì 2 dicembre 2016

Il peccato originale secondo san Paolo

Di P. Ioannes Romanides - La traduzione è tratta da: St. Vladimir's Seminary Quaterly, vol. IV, nn. 1-2, 1955-1956.

Introduzione

Riguardo la dottrina del peccato originale com’è contenuta nell’Antico Testamento e chiarita dall’unica Rivelazione di Cristo nel Nuovo Testamento, nel cristianesimo occidentale, specialmente in quello fondato sullo sviluppo dei presupposti scolastici, continua a regnare una grande confusione che, negli ultimi secoli, sembra aver guadagnato molto terreno nelle problematiche teologiche dell’ Oriente ortodosso. In alcune scuole questo problema è stato rivestito di un’aurea di mistificante vaghezza a tal punto che perfino alcuni teologi ortodossi sembrano accettare la dottrina sul peccato originale vedendola semplicemente come un grande e profondo mistero di fede (cfr. Androutsos, Dogmatike, pp. 161-162). Quest’atteggiamento è divenuto certamente paradossale, particolarmente da quando tali cristiani, che non possono definire il nemico dell’umanità [il Demonio], sono gli stessi che affermano illogicamente che in Cristo esiste la remissione di questo misterioso peccato originale. E’ sicuramente un’ opinione molto distante rispetto alla certezza con la quale san Paolo ha affermato che noi "non ignoriamo i pensieri" (noemata) del Demonio (1).

giovedì 24 novembre 2016

La Vergine del Segno

Dunque questo Figlio di Dio, nostro Signore, che è verbo del Padre è anche Figlio dell'uomo, poiché da Maria, che aveva avuto la generazione da creature umane ed era ella stessa creatura umana, ebbe la nascita umana e divenne Figlio dell'uomo. Perciò il Signore stesso ci dette un segno, in profondità e in altezza, segno che l'uomo non domandò, perché non si sarebbe mai aspettato che una vergine potesse concepire e partorire un figlio continuando ad essere vergine, e il frutto di questo parto fosse - Dio-con-noi; che egli discendesse nelle profondità della terra a cercare la pecora che era perduta, e in effetti era la sua propria creatura, e poi salisse in alto ad offrire al Padre quell'uomo che in tal modo era stato ritrovato.

Sant'Ireneo, Adv. Haer., II, 19, 3 PG 7, 941A

lunedì 21 novembre 2016

8 / 21 Novembre - Sinassi dei santi angeli

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S. Bulgakov - Sugli angeli. Da: S. N. Bulgakov, La scala di Giacobbe. Sugli Angeli, Roma, 2005.

“In principio Dio creò il cielo e la terra” (Gen 1,1). Secondo l’interpretazione ricevuta, questo testo, nel quale si pone la definizione più generale di tutto il mondo creato, parla della creazione del cielo noetico, o mondo angelico degli spiriti incorporei, e della terra come materia prima e allo stesso tempo materia integrale del nostro mondo, di cui la testa e il centro è l’uomo. Inoltre, tra la creazione del cielo e quella della terra c’è un certo parallelismo, una relazione positiva espressa dalla congiunzione e. Questa parola della Scrittura contiene in sé la dottrina del rapporto tra il mondo angelico e quello umano, tra il cielo e la terra, e dunque conviene anzitutto fermarsi sulla sua rivelazione.

sabato 12 novembre 2016

Le cose create portano l'impronta e l'immagine della sapienza

Dai «Discorsi contro gli Ariani» di sant'Atanasio, vescovo

Poiché in noi e in tutte le altre cose si trova l'immagine creata della Sapienza, a ragione la vera e operante Sapienza, attribuendo a se stessa ciò che è proprio della sua natura, dice: Il Signore mi ha creata nelle sue opere (cfr. Pro 8, 22). In questo modo il Signore rivendica a sé, come cosa sua propria, tutto ciò che la nostra sapienza dice di essere e di avere.

E questo non perché lui che è creatore sia oggetto di creazione, ma per ragione della sua immagine impressa nelle stesse opere. Dice dunque così, quasi parlando di se stesso. Esprime la stessa cosa quando sentenzia: «Chi accoglie voi accoglie me» (Mt 10, 40), perché in noi è delineato il suo ritratto. Così, sebbene egli non si possa annoverare tra le cose create, tuttavia poiché nelle cose vengono prodotte la sua forma e la sua figura e cioè, in un certo senso, lui stesso, dice: «Il Signore mi ha creato all'inizio della sua attività prima di ogni sua opera» (Pro 8, 22). Ora la ragione per cui nelle cose create vi è lo stampo della sapienza è perché il mondo conoscesse il Padre. In realtà è proprio questo ciò che insegna Paolo: Poiché ciò che di Dio si può conoscere, è loro manifesto; Dio stesso lo ha loro manifestato. Le sue invisibili perfezioni, la sua eterna potenza e divinità possono essere contemplate, fin dalla creazione del mondo con l'intelletto nelle opere da lui compiute (cfr. Rm 1, 19-20). Il passo dei Proverbi, riportato sopra, non va inteso del Verbo creatore, quasi fosse una creatura, ma della sapienza che risiede in noi. Essa c'è veramente, e quindi giustamente se ne afferma l'esistenza creata in noi.

lunedì 31 ottobre 2016

Messaggio di Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo per i 25 anni della sua elezione al trono ecumenico

Fonte: ortodossia.it

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MESSAGGIO A TUTTI I FEDELI DEL PATRIARCATO ECUMENICO
OVUNQUE NEL MONDO
DI SUA SANTITA’ IL PATRIARCA ECUMENICO
B A R T O L O M E O
PER I 25 ANNI DELLA SUA ELEZIONE SUL TRONO ECUMENICO

            Rendiamo lode e glorificazione al Dio Trino, che ci ha reso degni di giungere al compimento dei venticinque anni dal giorno in cui siamo saliti, per disposizione del Santo e Sacro Sinodo presente in città, sul Trono Apostolico e martire della Chiesa Costantinopolitana. Per Grazia di Dio avendo attraversato felicemente questo lungo periodo di servizio del Primo Trono della Chiesa Ortodossa, ci ricordiamo da una parte i passi, le esperienze, le preghiere, i progressi e le azioni, e dall’altra gioiamo per questo con ottimismo e speranza possente nel futuro e esclamiamo oggi il “Gloria a Dio per ogni cosa” del nostro Santo Predecessore Giovanni, Colui che aveva la lingua fluente come l’oro (Crisostomo).

Ci risiamo! E’ di nuovo la “festa di Halloween”

A gentile richiesta, ripropongo un testo importante che chiarisce le idee su questa “festa” totalmente estranea alla nostra cultura e al Cristianesimo ma che fa sempre nuovi proseliti come certe trasmissioni televisive demenziali: grandi fratelli, isole di famosi (ma quando e a chi?), intrattenimenti pomeridiani, talent vari e cuochi-divi. E se il livello è questo, c’è poco da stare allegri!

Halloween, una festa neopagana ed anticristiana[1]

Holy New Martyrs of Russia Parish Bulletin, Mulino, OR. - Tradotto per © Tradizione Cristiana da E. M. ottobre 2011 - L’originale è qui.

L’allegra festa della Zucca (Halloween)

venerdì 21 ottobre 2016

Le Scale Modali

Per capire cos’è una scala Modale, bisogna capire cos’è la scala Tonale, non soltanto nei suoi meccanismi, ma soprattutto nei suoi principi.

I principi fondamentali della scala e della musica tonale

Quasi tutti i suoni (o note) contengono tanti altri piccoli suoni detti suoni armonici, alcuni suoni invece (più rari - ad esempio il diapason) non contengono questa gamma di suoni armonici. Il suono con armonici è considerato un suono “impuro”, quello che ne è privo, invece, un suono “puro”. Questa definizione non significa che il suono “impuro” sia meno bello dell’altro, anzi è esattamente il contrario, in quanto questo suono è indubbiamente più ricco, più caratteristico ed interessante: basta confrontare il suono di uno strumento qualunque e quello di un diapason. I suoni armonici accompagnano il suono principale, detto suono fondamentale, secondo criteri precisi non stabiliti dall’uomo, ma dalla natura stessa ovvero da precise leggi fisiche.

venerdì 14 ottobre 2016

1 / 14 ottobre: La Vergine della cintura e del manto protettore (in russo «Pokrov»)

da: Egon Sendler, Le icone bizantine della Madre di Dio, ed. S. Paolo.

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Il santuario di Blacherne è stato in ogni tempo luogo privilegiato della devozione mariana di Bisanzio. Lì erano venerate le celebri icone miracolose della Madre di Dio, lì era conservata una delle più preziose reliquie, il velo della Madre di Dio. Esso attirava le folle e i pellegrini del mondo cristiano intero. Questo velo, omofórion (o maforion), era un lungo pezzo di tessuto che copriva la testa e il corpo delle donne come un mantello, fino alle ginocchia. In Oriente era la veste propria delle diaconesse e delle vergini consacrate. In Occidente diventa la veste tipica della Madre di Dio e delle sante donne.

venerdì 7 ottobre 2016

L’obbedienza nei confronti del Vescovo eparchiale secondo la tradizione spirituale e canonica della Chiesa Ortodossa

Dell’Archimandrita Stefan Popa

Da Ortodossia.it

“Chi ascolta voi, ascolta me; chi respinge voi, respinge me; chi mi respinge, respinge Colui che mi ha mandato” (Luca X, 16).

“Benché fosse Figlio imparò l'obbedienza dalle cose che soffrì; ed essendo stato reso perfetto, divenne per tutti quelli che gli ubbidiscono, autore di salvezza eterna” (Ebrei V, 8-9).

“Ubbidite ai vostri Conduttori e sottomettetevi a loro, perché essi vegliano per le vostre anime, come chi ha da renderne conto; affinché facciano questo con allegrezza e non sospirando, perché ciò non vi sarebbe d'alcun utile” (Ebrei XIII, 17).

“I presbiteri ed i diaconi non devono fare niente senza il permesso del loro Vescovo, poiché a lui [al Vescovo] è stato affidato il popolo del Signore e a lui [al Vescovo] sarà chiesto di renderne conto per le loro anime” (Canone 39 Apostolico).

venerdì 30 settembre 2016

Arpa e cetra, gli strumenti dell'Antico Testamento

Di Valeria Novembri

Il primo riferimento alla musica nella Bibbia si trova poco dopo il racconto della creazione: insieme alla pastorizia e all’artigianato essa riveste un ruolo di primo piano come primordiale manifestazione di civiltà. In Genesi 4,21, infatti, Iubal, uno dei discendenti di Caino, ci viene presentato come «il padre di tutti i suonatori di cetra e di flauto», mentre i suoi fratelli Iabal e Tubalkàin incarnano rispettivamente «il padre di quanti abitano sotto le tende accanto al bestiame» e «il fabbro, padre di quanti lavorano il rame e il ferro». 

In questa prima menzione degli strumenti musicali appartenenti alla tradizione ebraica, si può facilmente notare una non casuale distinzione fra strumenti a corda (la cetra) e strumenti a fiato (il flauto). Pare che una simile suddivisione non fosse priva di significato: i primi, tra cui la lira, l’arpa e la cetra, che servivano ad accompagnare il servizio liturgico, erano gli strumenti propri dei leviti, incaricati dell’esecuzione musicale all’interno del Tempio, mentre i secondi e in particolare il corno, generalmente di ariete o di capro, mai di bue, e la tromba, realizzata in metallo prezioso, erano destinati ai sacerdoti, a causa della loro notevole componente simbolica.

martedì 27 settembre 2016

14 (27) settembre: Universale Esaltazione della Preziosa e Vivificante Croce

Il 14 settembre (27 del calendario civile), la Chiesa celebra la festa dell'Universale Esaltazione della Preziosa e Vivificante Croce ai quattro punti cardinali del mondo.

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sabato 24 settembre 2016

San Silvano del Monte Athos

Silvano del Monte Athos o Silvano Athonita (1866 – Monte Athos, 24 settembre 1938), è stato un mistico e santo russo.

Nato a Šovskoe, nella Russia europea, nel 1892 dopo aver svolto servizio militare nell'Esercito Imperiale lasciò la Russia per recarsi al Monte Athos nell'odierna Grecia, presso il monastero della comunità ortodossa russa di Panteleimon dove nel 1896 ricevette i voti monastici e il nome di Silouan (il nome russo per il biblico Silvanus) in italiano Silvano.

Gli inizi della polifonia e l'Ars Antiqua

Da arturu.it

Il canto a più voci era conosciuto ai primi cristiani. Il desiderio di rinnovare il canto liturgico senza alterare la purezza melodica favorì, a partire dal secolo IX e a poco a poco, il diffondersi dell'uso di accompagnare il canto sacro  che successivamente prenderà il nome di Cantus Firmus), con altre melodie. Esse procedevano parallelamente, nota contro nota (= punctum contra punctum, da cui Contrappunto). Nacque in tal modo la polifonia vocale, che è una delle più importanti novità della musica medievale. La prevalenza di forma polifoniche e del linguaggio contrappuntistico caratterizza il periodo di storia della musica che va dal X al XVI secolo.

Gli storici della musica concordano nel suddividere questo ampio ciclo in cinque periodi, e cioè:
- gli inizi (dal X alla prima metà del XII sec.);
- l'Ars antiqua (seconda metà del XII-XIII sec.);
- l'Ars nova (XIV sec.);
- l'età fiamminga (XV inizi del XIV sec.);
- la polifonia rinascimentale (XVI sec.);

mercoledì 21 settembre 2016

8 / 21 Settembre: Natività della Tuttasanta Madre di Dio e Semprevergine Maria

La prima grande festa dell’anno liturgico bizantino, che inizia il 1° settembre (il 14 del calendario civile), è la nascita della Santissima Madre di Dio, l’8 settembre (21 del calendario civile). Sorta dapprima a Gerusalemme, questa celebrazione si ricollega alla dedicazione di una chiesa, nel luogo tradizionalmente indicato come la casa di Anna e Gioacchino; dal VI secolo venne festeggiata anche a Costantinopoli e più tardi a Roma. Alcuni dati dell’avvenimento, quali li troviamo nei testi liturgici, sono ripresi dal Protoevangelo di Giacomo: i nomi dei genitori, giusti e pii, la loro tristezza di non aver figli, il prodigioso annuncio dell’angelo circa una loro figlia dal destino eccezionale. La nascita della fanciulla Maria, futura Madre di Dio, è vista come l’inizio del piano della redenzione; da ciò la sua importanza e il tono gioioso che la caratterizza.

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giovedì 15 settembre 2016

La Fede Della Chiesa – di Pavel Evdokimov

Tratto dal libro “L’Orthodoxie” - Delachaux & Niestlé, Neuchâtel-Paris, 1959
 
Capitolo I
 
Il Dogma
 
La parola greca “Dogma” significa “verità indiscutibile”; negli Atti degli Apostoli, i dogmi sono le “decisioni” prese dagli Apostoli e dagli anziani di Gerusalemme[1]. Per i Padri essi esprimono “la dottrina del Signore e degli Apostoli”[2] Il dogma, linfa vivificante delle Scritture, deve richiamarsi al testo sacro e rendere così ragione all'espressione usata dai Padri: “dogmi divini” o “evangelici”. La Chiesa, “colonna e base della verità”[3], confessa i dogmi e testimonia della loro natura rivelata, da cui il nome di “dogmi della Chiesa”; nel loro valore assoluto di verità, essi sono gli elementi costitutivi e normativi della fede: la regola della fede.

giovedì 8 settembre 2016

Il contrappunto e l'”invenzione” del barocco

Di Irene Marone – L’originale è qui

Nel 1022 Guido d'Arezzo compie un “esperimento” che cambierà per sempre la storia della musica occidentale: sovrappone al così detto “canto fermo”, la voce unica del canto gregoriano, altre voci.

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Ma non lo fa in modo casuale: ad ogni singola nota della monodia sovrappone le note distanti da esse una terza e poi una sesta, componendo altre due nuove melodie che si armonizzano con la prima, che cioè formano sempre accordi consonanti con quella originaria.

Nasce così il primo originario nucleo di quella tecnica che sarà chiamata dal latino contra punctus poiché contrappone ad ogni “punto” (nota) uno o più “punti” che con il primo si armonizzano, che appartengono cioè ad uno stesso accordo.

lunedì 5 settembre 2016

Messaggio del Patriarca Ecumenico per l’inizio del nuovo anno ecclesiastico

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+ B A R T O L O M EO
PER GRAZIA DI DIO ARCOVESCOVO DI COSTANTINOPOLI
NUOVA ROMA E PATRIARCA ECUMENICO
A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA GRAZIA, PACE E MISERICORDIA
DALL’ARTEFICE DI TUTTO IL CREATO IL SIGNORE E DIO
E SALVATORE NOSTRO GESU’ CRISTO
---

sabato 3 settembre 2016

Il Temperamento

Da "Gli arretrati della pagina dell'organo" http://xoomer.virgilio.it/fborsari/arretra/tecnica/index.html

Parlare di Temperamento (o, per meglio dire, di Temperamenti) ... è assai difficoltoso ... Prima di partire con il nostro discorso dobbiamo però ricordare alcune cosette fondamentali. La prima è che la distanza tra i vari suoni è determinata dal rapporto tra le loro frequenze. Ad esempio l'intervallo tra due suoni posti all'ottava (ad esempio Do2 e Do3) è determinato dal rapporto 2/1 (il secondo suono ha una frequenza doppia rispetto al primo). Allo stesso modo possiamo dire che l'intervallo tra il Do1 ed il Sol1 è determinato dal rapporto 3/2 (poiché il Sol ha una frequenza di 391,2215 Hz ed il Do di Hz ne conta 261,6256). Questo intervallo è definito come "quinta pura". Altra cosa fondamentale da ricordare è che il cent è la parte più piccola in cui si può dividere un intervallo (cioè la distanza tra un suono e l'altro) e che l'intervallo di ottava è suddiviso in 1200 cents (e questo valore è immutabile). Sulla base dei necessari calcoli matematici, l'intervallo di quinta pura è composto da 701,95 cents. L'ultima cosa da tenere presente è che la successione dei suoni nelle varie scale musicali (soprattutto quelle più antiche) ha spesso avuto come base la successione delle quinte, cioè dei rapporti 3/2. Questo perché l'intervallo "puro" di quinta era considerato molto "consonante".

giovedì 1 settembre 2016

Messaggio Patriarcale in occasione della Giornata di preghiera per la salvaguardia del creato 2016

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Prot. N. 887

+ B A R T O L O M EO

PER GRAZIA DI DIO ARCOVESCOVO DI COSTANTINOPOLI

NUOVA ROMA E PATRIARCA ECUMENICO

A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA GRAZIA, PACE E MISERICORDIA

DALL’ARTEFICE DI TUTTO IL CREATO IL SIGNORE E DIO E SALVATORE NOSTRO GESU’ CRISTO

Fratelli e figli amati nel Signore,

Il Patriarca Ecumenico Bartolomeo manifesta la sua partecipazione al dolore del popolo Italiano

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Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo, nell’apprendere del violento sisma avvenuto, che ha colpito la regione del Centro Italia, ha inviato una Lettera Patriarcale di simpatia all’Ecc.mo Sig. Luigi Mattiolo, Ambasciatore d’Italia ad Ankara, manifestando a Sua Eccellenza e attraverso di Lui  al rispettabile Governo Italiano, le condoglianze della Chiesa di Costantinopoli e Sue personali per la perdita di decine di vittime innocenti, come anche i Suoi auguri di pronta guarigione dei feriti, e invoca il soccorso dall’alto al Popolo Italiano.

domenica 28 agosto 2016

15/28 agosto: la beata Dormizione della tutta-santa Madre di Dio e sempre-vergine Maria

La Chiesa celebra oggi la beata Dormizione della tutta-santa Madre di Dio e gli uffici di questa festa affermano con chiarezza la fede nella sua resurrezione corporale e nella sua ascesa al cielo. La liturgia infatti mette la Madre di Dio in relazione con la nostra salvezza e ne canta la sua resurrezione. Alcuni testi liturgici, così come certe tradizioni, offrono indizi precisi in questo senso. Il primo fatto particolarmente noto è la totale assenza, constatata da sempre, di reliquie corporali della Madre di Dio.

venerdì 26 agosto 2016

Terremoto: messaggio del metropolita Gennadios d’Italia e Malta al presidente Mattarella.

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Da AgenSir.it

Anche “la Sacra Arcidiocesi Ortodossa partecipa al lutto della nostra Italia!”. Lo scrive il Metropolita Gennadios, arcivescovo Ortodosso d’Italia ed Esarca per l’Europa Meridionale nei messaggi di condoglianze inviati al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi, al ministro dell’Interno Angelino Alfano e ad altre autorità religiose, civili e militari del nostro Paese. “Le notizie del terribile terremoto che ha flagellato le popolazioni dell’area fra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, ha colpito profondamente non solo il mio animo, ma anche quello del clero e dei fedeli della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia”, scrive il metropolita Gennadios che assicura le preghiera della comunità ortodossa perché “il Padre allevi e risollevi le sofferenze fisiche dei nostri fratelli che stanno affrontando la dura prova degli sconvolgimenti naturali e voglia propiziare una rinascita delle città ancor più belle, accoglienti e prospere del passato. E’ con tali sentimenti che a Voi, alle comunità duramente colpite dal terremoto e a tutto il popolo Italiano esprimo di tutto cuore la vicinanza spirituale e condivido la pena e le preoccupazioni di quella cara popolazione”.

lunedì 22 agosto 2016

9/22 agosto: San Mattia Apostolo

È stato l’apostolo Pietro a fare in un certo senso il suo ritratto, senza rendersene conto. Dopo l’Ascensione di Gesù, infatti, egli dice alla piccola comunità cristiana in Gerusalemme che bisogna dare un sostituto al traditore Giuda Iscariota, riportando a dodici il numero degli apostoli. E lascia la scelta ai fratelli di fede.

9/22 agosto: San Mattia Apostolo

Di San Mattia si parla nel primo capitolo degli Atti degli Apostoli, quando viene chiamato a ricomporre il numero di dodici, sostituendo Giuda Iscariota. Viene scelto con un sorteggio, attraverso il quale la preferenze divina cade su di lui e non sull’altro candidato, scelto tra quelli che erano stati discepoli di Cristo sin dal Battesimo sul Giordano, Giuseppe, detto Barsabba.

Lo storico della Chiesa, Eusebio di Cesarea (ca. 265 - ca. 340), nella sua Storia ecclesiastica, narra: "Si racconta anche che Mattia, che fu aggregato al gruppo degli apostoli al posto di Giuda, ed anche il suo compagno che ebbe l’onore di simile candidatura, furono giudicati degni della stessa scelta tra i settanta" (1, 12). Dunque Mattia dovrebbe aver fatto parte di quella spedizione di 72 discepoli che Gesù mandò a due a due davanti a sé per predicare in ogni città e luogo dove stava per recarsi, e che tornarono entusiasti dicendo: "Signore, anche i demoni si sottomettono a noi nel tuo nome" (Luca 10, 17).

Il greco Matthias (o, in alcuni manoscritti, Maththias) è un nome derivato da Mattathias, in ebraico Mattithiah, che significa "Dono di Dio" (San Mattia non va confuso con l'evangelista Matteo). Sebbene le tradizioni parlino di Mattia evangelizzatore in Medio Oriente e in Africa, il suo nome ha raggiunto già nei primissimi secoli cristiani l’Europa settentrionale e la città tedesca di Treviri lo venera come patrono.

venerdì 19 agosto 2016

6/19 agosto: festa della Trasfigurazione

Nel mese di agosto cadono le ultime due delle dodici grandi feste, entrambe collegate con il “digiuno per la Dormizione di Maria”, che dura dal 1° al 15 agosto (dal 14 al 28 agosto del calendario civile). Per la rigorosità con cui si propone l’emulazione della Vergine nella preghiera e nel digiuno, questo periodo è molto simile alla quaresima pasquale: è vietato anche cibarsi di pesce, ad eccezione del giorno 6, festivo.

mercoledì 17 agosto 2016

L’icona della Madre di Dio di Iviron

 
 
La tradizione vuole che questa icona sia stata dipinta direttamente dall'evangelista Luca. Nel IX sec. l'icona era di proprietà di una vedova che viveva a Nicea, città dell'Asia minore, attualmente scomparsa, ma all'epoca molto famosa perché sede dei due noti concili ecumenici, nel primo dei quali (325) fu composto il Credo di Nicea. Durante il regno dell'imperatore iconoclasta bizantino Teofilo i soldati irruppero nella casa della vedova, dove in una piccola cappella l'icona della Madre di Dio occupava il posto d'onore. L'ordine dei soldati era quello di sequestrare e distruggere tutte le immagini sacre trovate sia presso le case dei sudditi, quanto presso i luoghi sacri. In segno di disprezzo, uno dei soldati sfregiò l'icona con la sua spada e subito del sangue cominciò a sgorgare dalle guance della Vergine, proprio nel punto ove la spada aveva colpito.

domenica 14 agosto 2016

1/14 agosto: inizia il Digiuno della Dormizione

Dominato dalla gioia pasquale, il cristianesimo ortodosso è tutto all’insegna della speranza e della fiducia unita però, come suggeriscono le numerose rappresentazioni del Giudizio Universale presenti in molte chiese (nell’ortodossia si parla di “Tremendo Giudizio”), alla serietà e alla necessità della penitenza (in greco metanoia), cosa particolarmente evidente nella pratica del digiuno. Coscienti del valore esemplare del periodo veterotestamentario, e ancor più dell’esempio di Gesù e dei suoi discepoli, per i cristiani ortodossi vale anche oggi il monito della Didaché (8, 1) di digiunare settimanalmente, non come i Farisei il lunedì e il giovedì, bensì il mercoledì e il venerdì.

Col formarsi del ciclo liturgico annuale, il periodo di digiuno per eccellenza divenne la Settimana Santa, da cui derivò poi il Grande Digiuno (40 giorni) della Passione in ricordo dei quaranta giorni di digiuno trascorsi da Cristo nel deserto. Su questo modello si formò poi il Digiuno di Natale, legato alla nascita di Cristo e parimenti di quaranta giorni, a partire dal 15 novembre.

domenica 7 agosto 2016

Nicola Kavasilas: La preghiera nell’esperienza ecclesiale

Di Pietro Galignani

Da Simposio Cristiano, ed. dell'Istituto di Studi Teologici Ortodossi "S. Gregorio Palamas", Milano 1989, pp. 63-82.

L'impero bizantino subì nel sec. XIV profonde tensioni che incisero profondamente la sua storia. Nicola Kavasilas, che ha pensato in questo periodo, visse tra la ripresa dell'umanesimo greco e la riaffermazione dell'esperienza mistica, tra i progetti per ridare coesione e vitalità allo stato e le manovre destabilizzanti delle potenze mediterranee, tra l'avanzata dell'esercito turco e i tentativi di unione ecclesiale.

Durante la sua giovinezza si schierò con Giovanni Cantacuzeno contro la reggenza per Giovanni Paleologo. Nel 1349 Giovanni, Demetrio Cidone e Nicola progettarono di ritirarsi in un monastero ma il progetto non ebbe esecuzione. Nel 1354 l'imperatore Giovanni Vi abdicò e si ritirò in un monastero e forse ebbe la compagnia dell'amico Nicola.

lunedì 1 agosto 2016

San Serafino di Sarov

Colloquio con Motovilov

Era un giovedì. Il cielo era grigio. La terra era coperta di neve. Spessi fiocchi continuavano a turbinare nell’aria quando Padre Serafino iniziò a conversare con me in una radura vicina al suo "piccolo eremitaggio" di fronte al fiume Sarovka che scorreva ai piedi della collina. Mi fece sedere sul ceppo d’un albero da poco abbattuto mentre lui si rannicchiò di fronte a me.

— Il Signore mi ha rivelato — disse il grande starez — che dalla vostra infanzia avete sempre desiderato sapere quale sia il fine della vita cristiana. Per questo avete interrogato diverse persone alcune dei quali ricoprivano anche alte cariche ecclesiastiche. Devo dire che dall’età di dodici anni ero perseguitato da quest’idea e che, per questo, avevo rivolto tale domanda a parecchie personalità ecclesiastiche senza mai aver ricevuto una risposta soddisfacente. Lo starez avrebbe dovuto ignorare tutto questo.

venerdì 29 luglio 2016

Il sistema modale tra Oriente e Occidente

Tratto da: http://www.examenapium.it/meri

Premesse

La teoria armonica medioevale è formulata tardi, verso il IX secolo, quando i franchi, a seguito della riforma carolingia avevano cominciato ad acquisire il rito romano, in un momento quindi in cui il repertorio liturgico è in gran parte definito (seppur non ancora notato, quindi non stabilizzato). Non solo la svolta radicale imposta da Carlo Magno indurrà ben presto a fermare i canti su carta, ma obbligherà i teorici a formulare regole destinate a sistematizzare il vastissimo repertorio. I primi esperimenti in questo senso si collocano non a caso Oltralpe.

Tuttavia il sistema che si viene configurando, detto appunto modale, benché valido almeno fino a Bach (che chiama Dorica la fuga BWV 538), si rivela più un abito indossato a forza che la definizione teorica di una prassi (peraltro troppo eterogenea per essere rigidamente organizzata). Pretendendo di conciliare elementi affatto diversi – l'octoechos bizantino (struttura liturgica orientale), il sistema classico greco (teoria speculativa), la natura del canto liturgico (prassi esecutiva) – presenta numerose incongruenze che è bene mettere in luce ripercorrendone la genesi, al fine di distinguere prerogative interne da altre solo terminologiche.

domenica 17 luglio 2016

4 / 17 luglio: Sant’Andrea di Creta (circa 660-740)

 
Questo eccellente innografo, contemporaneo di Germano di Costantinopoli e di Giovanni Damasceno, diede un impulso considerevole alla teologia mariana, in modo particolare sul tema della santità di Maria. Andrea di Creta ha contribuito ad incrementare la presenza della dottrina e della pietà mariana nella liturgia bizantina.

venerdì 15 luglio 2016

martedì 12 luglio 2016

La festa dei santi apostoli Pietro e Paolo

Il 29 giugno (12 luglio del calendario civile), la Chiesa celebra la festa dei santi Protocorifei degli Apostoli Pietro e Paolo. Il Sinassario bizantino (una sorta di martirologio, cioè una raccolta di notizie brevi relative alle commemorazioni liturgiche giornaliere) segna: «Il 29 del medesimo mese [giugno], memoria dei santi, gloriosi e famosissimi apostoli e protocorifei Pietro e Paolo», e l’ufficiatura ripete nel titolo: «Memoria dei santi, gloriosi e famosissimi apostoli e protocorifei Pietro e Paolo».

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martedì 5 luglio 2016

La Potenza del Nome

La preghiera di Gesù nella spiritualità ortodossa

dell’Archimandrita Kallistos Ware, oggi vescovo di Diokleia

*.*.*.*
Preghiera e silenzio

“Quando preghi”, ha detto saggiamente uno scrittore ortodosso che abita in Finlandia, “devi fare silenzio... Devi far tacere il tuo ‘io’; lascia che parli la preghiera”. Raggiungere il silenzio: questo è quanto di più difficile e di più decisivo si debba fare per apprendere l’arte della preghiera. Il silenzio non è semplicemente cosa negativa - una pausa tra le parole, un’interruzione temporanea del discorso - ma, inteso in modo retto, è estremamente positivo: un atteggiamento di premurosa attenzione, di vigilanza e soprattutto di ascolto. L’esicasta, l’uomo che ha raggiunto la hésychya, quiete intima o silenzio, è per eccellenza una persona che ascolta: ascolta la voce della preghiera nel suo cuore e comprende che questa voce non è sua ma di un Altro che parla dentro di lui. La relazione tra preghiera e osservanza del silenzio diverrà più chiara se consideriamo quattro brevi definizioni. La prima è del Concise Oxford Dictionary, che definisce la preghiera come “una richiesta solenne a Dio... una formula usata quando si prega”. La preghiera è intesa qui come un qualcosa espresso in parole e, più specificamente, come un atto di domanda a Dio per ottenere qualche beneficio. Siamo indubbiamente al livello della preghiera esterna piuttosto che interna. Pochi di noi restano soddisfatti di tale definizione.

giovedì 30 giugno 2016

Enciclica del Santo e Grande Sinodo della Chiesa Ortodossa (Creta 2016)

Dal sito del Decanato d'Italia dell’Esarcato

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Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Un inno di grazie rendiamo a Dio, adorato nella Trinità, che ci ha degnato di riunirci durante i giorni di Pentecoste sull’isola di Creta, santificata dall’Apostolo delle Genti Paolo e dal suo discepolo Tito, “vero figlio nella fede comune”  (Tit. 1,4), e ispirati dallo Spirito Santo, abbiamo condotto a termine i lavori del Santo e Grande Sinodo della nostra Chiesa Ortodossa, convocato da Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo, con unanime parere dei Beatissimi Primati delle Santissime Chiese Ortodosse, a gloria del Suo nome benedetto e per il bene del popolo di Dio e di tutto il mondo, confessando insieme col divino Paolo: “Ognuno ci consideri ministri di Cristo e annunciatori dei misteri di Dio” (1 Cor. 4, 1).

mercoledì 29 giugno 2016

Messaggio del Santo e Grande Sinodo della Chiesa Ortodossa

Dal sito del Decanato d'Italia dell’Esarcato

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Al popolo Ortodosso

e ad ogni uomo di buona volontà

Inneggiamo e glorifichiamo  Dio “pietoso e di ogni supplica”, poiché ci ha degnato di riunirci nella settimana di Pentecoste (18-26 Giugno 2016) a Creta, dove l’Apostolo Paolo ed il suo discepolo Tito annunciarono il Vangelo nei primi anni di vita della Chiesa. Ringraziamo il Dio Trino, poiché ha avuto la benevolenza che portassimo a termine unanimi i lavori del Santo e Grande Sinodo dell’Ortodossia, che è stato convocato dal Patriarca Ecumenico Bartolomeo, con il parere concorde dei Primati delle Chiese Ortodosse Autocefale locali.

Seguendo fedelmente l’esempio degli Apostoli e dei Padri Teofori abbiamo di nuovo ancora meditato il Vangelo di libertà “nel quale Cristo ci ha liberati” (Gal. 5, 1). Fondamento delle nostre ricerche teologiche  è stata la certezza che la Chiesa non vive per se stessa. Comunica la testimonianza del Vangelo di grazia e verità e offre a tutto il mondo i doni di Dio: l’amore, la pace, la giustizia, la riconciliazione, la forza della Croce e della Resurrezione, l’attesa dell’eternità.

sabato 25 giugno 2016

Come diventare monaco oggi in occidente?

Uno scritto arguto e profondo su cui molti monaci (e aspiranti tali) dovrebbero riflettere seriamente… a cominciare da me. Anche se, grazie a Dio, non ho la smania di fondare monasteri né di convincere qualcuno a diventare monaco. 

Del protopresbitero Alexander Schmemann - Tratto da “The Journals of Father Alexander Schmemann 1973-1983”, pubblicato da St. Vladimir Seminary Press, Crestwood, NY - Traduzione a cura di Tradizione Cristiana

Un giorno abba Antonio pregava nella sua cella e giunse una voce dal cielo che gli disse: «Antonio, non sei ancora arrivato al grado di santità del tal ciabattino di Alessandria». L’anziano si alzò di buon mattino, prese il suo bastone di palma e andò a trovarlo. Entrò, l’abbracciò, sedette accanto a lui e gli disse: «Fratello, dimmi quello che fai». Quello rispose: «Non so che cosa faccio di buono, abba. Semplicemente, al mattino, quando mi alzo e mi metto al lavoro, mi dico che tutti gli abitanti di questa città, dal più piccolo al più grande, entreranno nel regno a motivo delle loro opere di giustizia; io solo riceverò il castigo per i miei peccati. E di nuovo, la sera, prima di addormentarmi, mi ripeto la stessa cosa». A queste parole l’anziano disse: «In verità come un buon orafo che sta a lavorare in pace a casa sua, hai ereditato il regno dei cieli; io invece non ho discernimento anche se dimoro sempre nel deserto e non ti ho raggiunto» [1].

giovedì 23 giugno 2016

«L'assenza di Mosca? Non è decisiva»

L'intervista all'archimandrita Evangelos Yfantidis, vicario generale dell’arcidiocesi ortodossa di Italia e Malta su Avvenire

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L’archimandrita Evangelos Yfantidis, vicario generale dell’arcidiocesi ortodossa di Italia e Malta, guarda con speranza all’evento di Creta e non nasconde il disappunto quando gli ricordiamo quelle “debolezze” del Concilio o Sinodo (sulla corretta definizione ci sono diverse scuole di pensiero) in corso, che secondo diversi osservatori ne ridimensionano di molto la portata.

mercoledì 22 giugno 2016

9 / 22 giugno: San Columba di Iona (Naomh Colmcille)

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Columba di Iona, in gaelico irlandese Colum Cille o Colmcille (che significa "colomba della Chiesa" - (Gartan, 7 dicembre 521 – Iona, 9 giugno 597), fu uno dei più importanti monaci irlandesi che introdussero il Cristianesimo in Scozia nell'Alto Medioevo. Il giorno della sua festa è il 9 giugno e con san Patrizio (festeggiato il 17 marzo) e santa Brigida d'Irlanda (festeggiata il 1° febbraio) è uno dei santi patroni dell'Irlanda. Oltre che a Iona, san Columba è molto venerato nella comunità irlandese che porta il suo nome, Glencolumbkille ("Vallata di Columba" dal gaelico irlandese), nella penisola di Slieve League.

lunedì 20 giugno 2016

Foto del Santo e Grande Concilio della Chiesa Ortodossa che si tiene a Creta

Un evento storico. Foto di Smilen Markov

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Lo Spirito Santo

Tratto da: Padre Alexander Schmemann, D’eau et d’Esprit.

La teologia definisce lo Spirito Santo come la Terza Persona della Trinità; nel Credo lo professiamo come procedente dal Padre; l’Evangelo ci dice che Egli è inviato da Cristo per essere il Consolatore, per guidarci “alla verità tutta intera” (Giovanni 16, 13) e per unirci a Cristo e al Padre. Cominciamo ogni servizio liturgico con una preghiera allo Spirito  Santo, invocandolo come “Re del cielo, Consolatore, Spirito di verità, colui che è presente ovunque e tutto riempie, Tesoro di beni e datore di vita”. San Serafino di Sarov descrive tutta la vita cristiana come “l’acquisizione dello Spirito  Santo”. San Paolo definisce il Regno di Dio come “giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo” (Romani 14, 17). Noi diciamo che i santi sono i portatori dello Spirito Santo e vogliamo che la nostra vita sia spirituale, cioè, ispirata dallo Spirito.

In verità, lo Spirito Santo è nel cuore della Rivelazione Divina e della vita cristiana. Eppure quando vogliamo parlare di Lui, ci è estremamente difficile trovare le parole giuste – così difficile che per molti cristiani l’insegnamento della Chiesa sullo Spirito Santo come una persona ha perso ogni significato concreto, esistenziale, in modo che Lo percepiscono come un potere divino: non come Lui o Tu, ma come un divino Quello. Anche la teologia, pur mantenendo ovviamente la dottrina classica delle Tre Persone divine quando parla di Dio, preferisce, quando tratta della Chiesa e della vita cristiana, parlare di grazia e non di conoscenza ed esperienza personale dello Spirito Santo.

domenica 19 giugno 2016

Pentecoste, festa della discesa dello Spirito Santo

di p. Alexander Schmemann Tratto da: “Celebration of Faith” Sermons, Vol. 2 “The Church Year”, 1994. Traduzione di Tradizione Cristiana.

“La festa della discesa dello Spirito Santo”. Pronuncio queste parole che conosco sin dalla mia infanzia e mentre le pronuncio mi colpiscono come se le sentissi per la prima volta. Sì, sin dal tempo in cui ero bambino ho saputo che 10 giorni dopo l’Ascensione, cioè 50 giorni dopo Pasqua, i Cristiani, da tempi immemorabili, celebravano e continuano a celebrare la discesa dello Spirito Santo durante una festa conosciuta col suo nome ecclesiale come Pentecoste o, più comunemente, come “Trinità”, il giorno della Trinità.

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sabato 18 giugno 2016

La commemorazione dei defunti

di san Giovanni di Kronstadt, da: La mia Vita in Cristo

                                                               Panikhída per i defunti e benedizione dei kolivi

La santa Chiesa Ortodossa, come una madre attenta, innalza preghiere ogni giorno, in ogni ufficio divino, per tutti i suoi figli partiti nel paese dell’eternità. Ecco come: all’ufficio di mezzanotte vengono letti i tropari e le preghiere per i defunti, e si fa memoria di loro nell’ektenia finale. Lo stesso alle compiete. Ai mattutini e ai vespri, durante l’ektenia chiamata “ardente”: “Abbi pietà di noi, o Dio…”. Nel corso della divina Liturgia sono commemorati tre volte: alla protesi, all’ektenia dopo l’Evangelo e dopo la santificazione dei doni, al momento dell’inno: “È veramente degno…”.

Sabato che precede la santa Pentecoste

Il sabato prima della santa Pentecoste, facciamo memoria di tutti coloro che sin dall'antichità sono piamente morti, nella speranza della resurrezione di vita eterna.

Colloca, o Cristo Sovrano, nelle tende dei tuoi giusti, le anime di quanti ci hanno preceduto nel riposo, e abbi pietà di noi, tu che solo sei immortale. Amen.

venerdì 17 giugno 2016

La Sinassi dei Primati Ortodossi a Creta

La Sinassi dei Primati prima del Santo e Grande Concilio della Chiesa Ortodossa che si tiene a Creta.

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Si spera che anche i “riottosi” assenti si rendano conto dell’errore che stanno commettendo.

mercoledì 15 giugno 2016

Davide, un arpista biblico

di Marianne Gubri (Vedi nota in calce) - Estratto dall'articolo "Il simbolismo dell’arpa nelle immagini dal Medio Evo al Seicento".
 
Le prime raffigurazioni del Medioevo che rappresentano il Re Davide lo associano all’arpa in qualità di autore dei Salmi. Si tratta in realtà di un’invenzione medievale, legata ad una erronea traduzione della Bibbia, che ha permesso di creare un nuovo tema iconografico e musicale. Le ultime ricerche tendono in effetti a dimostrare che l’arpa non è realmente esistita nel mondo ebraico, ma che lo strumento a corde utilizzato per accompagnare danze e canti sacri (kinnor) fosse più apparentato alla famiglia delle lire.
 
Questa attualizzazione non è del resto unica nel periodo medievale se pensiamo per esempio che un simile errore di interpretazione ha affermato che durante il suo martirio Santa Cecilia fosse accompagnata da canti e da strumenti (in particolare l’organo), mentre in realtà i riferimenti musicali non sono presenti nel testo originale. Allo stesso modo, il mitico Orfeo, suonatore della lira nel mondo greco, ha visto il suo strumento trasformarsi in ‘lira da braccio’ nel corso del Quattrocento, facendo di uno strumento di origini popolari simile alla viella il simbolo del pastore antico e presto dei poeti rinascimentali.

domenica 12 giugno 2016

Domenica dei santi Padri del I Concilio Ecumenico: il sinassario

Questa settima domenica dopo Pasqua, celebriamo il primo Concilio Ecumenico di Nicea, dove si riunirono i trecentodiciotto padri teofori.

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Stelle risplendenti del cielo spirituale, illuminate la mia anima del vostro chiarore. Avendo separato il Figlio dall’essere del Padre, alla gloria di Dio Ario sia straniero!

giovedì 9 giugno 2016

Chi c’è dietro alle assurde difficoltà che alcune Chiese prospettano per il Santo e Grande Sinodo della Chiesa Ortodossa?

Dell’Archimandrita del Trono Ecumenico Athenagoras Fasiolo

Da: Ortodossia.it

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Lunedì 6 Giugno, a dieci giorni della apertura del Santo e Grande Sinodo della Chiesa Ortodossa, il Patriarcato Ecumenico ha dovuto convocare un Santo Sinodo Endemousa a Costantinopoli (ossia di tutti i vescovi canonici in quel momento presenti a Costantinopoli) per ricordare alle Chiese la loro responsabilità davanti al mondo relativamente alla riuscita del Sinodo. “Essere all’altezza delle circostanze” dice il comunicato redatto dalla Segreteria del Sinodo. E in questo messaggio si riscontra tutta la tristezza e la agonia del Santo Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo, che durante tutta la sua lunga presenza alla guida del Primo Trono dell’Ortodossia, ha lavorato, ha faticato, ha pregato per l’unità delle Sante Chiese Ortodosse attraverso la “sinodalità”, e ha lavorato, faticato, pregato per il dialogo teologico con le altre Chiese e Comunità Cristiane e quindi con ogni uomo di buona volontà, con il mondo e con la scienza.

L’Ascensione del Signore

Del protopresbitero Alexander Schmemann - da “Celebration of Faith”, Sermons, Vol. 2 “The Church Year”, 1994. Traduzione a cura di Tradizione Cristiana


Ascensione… C’è un brivido di gioia in questo stesso termine, che lancia una sfida alle cosiddette “leggi della natura”, le leggi perpetue che attirano verso il basso, che spingono verso il basso, queste leggi della gravità che concatenano, che pesano, che fanno cadere. Qui, per contrasto, tutto non è che leggerezza, altezza, ed elevazione infinita verso il sempre più su. L’Ascensione del Signore è celebrata 40 giorni dopo Pasqua, il giovedì della 6ª settimana dopo la festa della Risurrezione di Cristo. Il mercoledì, la vigilia, è celebrato ciò che nella pratica della Chiesa viene chiamato il “congedo della festa di Pasqua”, ossia l’“arrivederci” alla festa di Pasqua.

mercoledì 8 giugno 2016

Che cosa ha lasciato la festa di Pasqua nelle nostre anime?

di San Giovanni di Kronstadt
E così, la Festa delle feste è passata da noi: e le Porte Regali nel tempio del Signore sono state chiuse, e le ufficiature non sono più trionfanti come lo erano state durante la Santa Settimana. Che cosa ha lasciato allora, fratelli, questa festa nelle nostre anime? Vedete, le feste cristiane non passano davanti a noi, una dopo l’altra, solo per lasciare le nostre anime oziose, ma al fine di scaricare da noi le preoccupazioni e le cose della vita, per dirla in un altro modo: il Signore ci provvede le feste, in modo che possiamo temporaneamente mettere da parte i pensieri, riguardo noi stessi, con il loro gioire e soffrire, con ciò che è mondano, terreno, pronto a passare; ma, invece, possiamo meditare, riguardo al nostro interesse, cioè sulla gioia di ciò che è celeste ed eterno. È stato anche e proprio per questo motivo, che ci è stata data la Festa che è appena passata.

domenica 29 maggio 2016

16 / 29 maggio: San Brendan (naomh Breandán) il viaggiatore, abate di Clonfert

di Raymond Lantier

San Brendano, nacque in Irlanda verso il 484 a Tralee (Kerry). Fondò numerosi conventi in Irlanda, tra cui quello di Clonfert (Cluain Fearta, nel Galway, n.d.r.), ove divenne abate e morì verso il 578. È soprattutto celebre per il racconto - popolarissimo nel Medioevo - del suo viaggio settennale alla ricerca del Paradiso. Lo possediamo in una redazione latina, Navigatio sancti Brandani, verosimilmente della fine del sec. XI, e in numerose versioni, tanto nelle quattro lingue celtiche, quanto in francese, inglese, sassone, fiammingo, italiano.

venerdì 27 maggio 2016

Il mistero dell'Orecchio assoluto

Di Mario D’Aletta. L'articolo originale è qui.

A detta di molti, l'orecchio assoluto è il dono prezioso che possiedono quelli che, nei corsi di solfeggio, "capiscono tutto". Nel dettato musicale, cavallo di battaglia degli "assolutisti", un orecchio normale ha bisogno che gli si ricordi sovente il LA di riferimento per identificare la nota ascoltata in relazione alla sua frequenza. Chi possiede l'orecchio assoluto è invece in grado di indicare istantaneamente la nota percepita.

domenica 22 maggio 2016

Quarta domenica di Pasqua (del Paralitico)


di Roberto Pagani

La quarta Domenica di Pasqua, chiamata Domenica del Paralitico, celebra il Salvatore che ha sconfitto la morte e che fa dono al paralitico di Betzaetà della sua grande misericordia. La lettura dell’Apostolo è tratta dagli Atti degli apostoli (9, 32-42):

giovedì 19 maggio 2016

Rendere culto in una età secolarizzata

del protopresbitero Alexander Schmemann

Relazione letta all'ottava Assemblea Generale di Syndesmos, Boston, USA, 20 luglio 1971 - Traduzione a cura di Tradizione Cristiana

I) Esporre insieme – al fine di correlare tra loro – i termini culto ed età secolarizzata, sembra presupporre che abbiamo una chiara comprensione di entrambi, che conosciamo la realtà che essi indicano e che quindi lavoriamo su campi concreti ed esplorati a fondo. Ma è veramente così? Inizio la mia relazione soprattutto con una domanda perché sono convinto che, nonostante la generalizzata preoccupazione di oggi sulla “semantica”, vi è molta confusione circa l’esatto significato dei termini molto utilizzati in questa discussione.

Non solo tra i cristiani in generale, ma anche tra gli stessi ortodossi in realtà non esiste alcun consenso, nessuna struttura di riferimento comunemente accettata, sia riguardo al termine culto che al termine secolarismo e quindi a maggior ragione il problema della loro interrelazione. Quindi il mio lavoro è un tentativo non tanto di risolvere il problema quanto di chiarirlo e di fare questo, se possibile, in una prospettiva ortodossa coerente. A mio parere, gli ortodossi, quando discutono i problemi derivanti dalle nostre “situazioni” presenti, li accettano con troppa facilità nelle loro formulazioni occidentali. Non sembrano rendersi conto che la Tradizione Ortodossa fornisce anzitutto una possibilità, e quindi una necessità, di riformulare questi problemi, di collocarli in un contesto in cui l’assenza o la deformazione nella mente religiosa occidentale potrebbe essere stata la radice di tante delle nostre moderne “impasse”. E per come la vedo io, da nessuna parte questo compito è più urgente che nella gamma di problemi legati al secolarismo e propri della nostra cosiddetta età secolare.

domenica 15 maggio 2016

Terza Domenica di Pasqua: le donne mirofore


di Roberto Pagani

La terza domenica di Pasqua nella tradizione bizantina ritorna a meditare sul mattino di Pasqua, e lo fa da una angolatura particolarissima: come ci ricorda il sinassario oggi si celebra la memoria di Giuseppe di Arimatea, di Nicodemo e, soprattutto, delle donne mirofore. La domenica presenta due pericopi evangeliche, la prima delle quali viene letta al Mattutino ed è il racconto lucano (Lc 24, 1-12):

giovedì 12 maggio 2016

Il momento della verità per l’Ortodossia

Un saggio molto interessante e ancora molto attuale di Padre Alexander Schmemann - Da "Le moment de vérité pour l'Orthodoxie" in «Un nouvel age oecumenique» Editions du Centurion, 1966 Paris.

Un drammatico malinteso
 
Ufficialmente la partecipazione ortodossa al Consiglio appare come una tradizione ben stabilita tale da non sollevare né domande né dubbi. Ma quest’ottimismo ufficiale corrisponde alla situazione reale? In piena onestà devo rispondere no. Questo breve scritto vuole giustamente mostrare in primo luogo l'esistenza di una differenza pericolosa tra la posizione ufficiale delle Chiese ortodosse ricevute nel Consiglio Ecumenico delle Chiese e l’Ortodossia "reale"; in secondo luogo, questa differenza costituisce, per il Consiglio Ecumenico delle Chiese, un urgente problema che, se non è compreso e oltrepassato in tempo, rischierà di comportare, presto o tardi, una drammatica crisi nel movimento ecumenico.

domenica 8 maggio 2016

Seconda Domenica di Pasqua: l’incredulità di Tommaso


di Roberto Pagani

La seconda domenica di Pasqua presenta caratteristiche comuni alle diverse tradizioni, che condividono generalmente la pericope evangelica, ovvero l’episodio di Tommaso narrato dal solo Giovanni (Gv 20, 19-25):