Fate ogni cosa per la gloria di Dio (1Cor. 10, 31)

Lo scopo finale della musica non deve essere altro che la gloria di Dio e il sollievo dell'anima (Johann Sebastian Bach)

venerdì 29 luglio 2016

Il sistema modale tra Oriente e Occidente

Tratto da: http://www.examenapium.it/meri

Premesse

La teoria armonica medioevale è formulata tardi, verso il IX secolo, quando i franchi, a seguito della riforma carolingia avevano cominciato ad acquisire il rito romano, in un momento quindi in cui il repertorio liturgico è in gran parte definito (seppur non ancora notato, quindi non stabilizzato). Non solo la svolta radicale imposta da Carlo Magno indurrà ben presto a fermare i canti su carta, ma obbligherà i teorici a formulare regole destinate a sistematizzare il vastissimo repertorio. I primi esperimenti in questo senso si collocano non a caso Oltralpe.

Tuttavia il sistema che si viene configurando, detto appunto modale, benché valido almeno fino a Bach (che chiama Dorica la fuga BWV 538), si rivela più un abito indossato a forza che la definizione teorica di una prassi (peraltro troppo eterogenea per essere rigidamente organizzata). Pretendendo di conciliare elementi affatto diversi – l'octoechos bizantino (struttura liturgica orientale), il sistema classico greco (teoria speculativa), la natura del canto liturgico (prassi esecutiva) – presenta numerose incongruenze che è bene mettere in luce ripercorrendone la genesi, al fine di distinguere prerogative interne da altre solo terminologiche.

domenica 17 luglio 2016

4 / 17 luglio: Sant’Andrea di Creta (circa 660-740)

 
Questo eccellente innografo, contemporaneo di Germano di Costantinopoli e di Giovanni Damasceno, diede un impulso considerevole alla teologia mariana, in modo particolare sul tema della santità di Maria. Andrea di Creta ha contribuito ad incrementare la presenza della dottrina e della pietà mariana nella liturgia bizantina.

venerdì 15 luglio 2016

martedì 12 luglio 2016

La festa dei santi apostoli Pietro e Paolo

Il 29 giugno (12 luglio del calendario civile), la Chiesa celebra la festa dei santi Protocorifei degli Apostoli Pietro e Paolo. Il Sinassario bizantino (una sorta di martirologio, cioè una raccolta di notizie brevi relative alle commemorazioni liturgiche giornaliere) segna: «Il 29 del medesimo mese [giugno], memoria dei santi, gloriosi e famosissimi apostoli e protocorifei Pietro e Paolo», e l’ufficiatura ripete nel titolo: «Memoria dei santi, gloriosi e famosissimi apostoli e protocorifei Pietro e Paolo».

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martedì 5 luglio 2016

La Potenza del Nome

La preghiera di Gesù nella spiritualità ortodossa

dell’Archimandrita Kallistos Ware, oggi vescovo di Diokleia

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Preghiera e silenzio

“Quando preghi”, ha detto saggiamente uno scrittore ortodosso che abita in Finlandia, “devi fare silenzio... Devi far tacere il tuo ‘io’; lascia che parli la preghiera”. Raggiungere il silenzio: questo è quanto di più difficile e di più decisivo si debba fare per apprendere l’arte della preghiera. Il silenzio non è semplicemente cosa negativa - una pausa tra le parole, un’interruzione temporanea del discorso - ma, inteso in modo retto, è estremamente positivo: un atteggiamento di premurosa attenzione, di vigilanza e soprattutto di ascolto. L’esicasta, l’uomo che ha raggiunto la hésychya, quiete intima o silenzio, è per eccellenza una persona che ascolta: ascolta la voce della preghiera nel suo cuore e comprende che questa voce non è sua ma di un Altro che parla dentro di lui. La relazione tra preghiera e osservanza del silenzio diverrà più chiara se consideriamo quattro brevi definizioni. La prima è del Concise Oxford Dictionary, che definisce la preghiera come “una richiesta solenne a Dio... una formula usata quando si prega”. La preghiera è intesa qui come un qualcosa espresso in parole e, più specificamente, come un atto di domanda a Dio per ottenere qualche beneficio. Siamo indubbiamente al livello della preghiera esterna piuttosto che interna. Pochi di noi restano soddisfatti di tale definizione.